Edinson Cavani l’eroe di un Napoli folle

Il più folle Napoli della stagione, più folle che a Bucarest, strappa un prezioso pareggio a Utrecht (3-3, come in Romania), va su, va giù, recupera, rischia nel finale volendo la vittoria anziché accontentarsi del pari che rimanda tutto alla partita contro lo Steaua a Fuorigrotta (15 dicembre) per il superamento del turno a gironi dell’Europa League.
Cavani è l’eroe della serata nel gelo di Utrecht. Tripletta con un rigore (e sono sei i gol in Europa). Un tiro pennellato da sinistra, un lungo pallonetto che va ad insaccarsi nell’angolo opposto (5’). Un gol di abilità facendo in area un tunnel a Wuytens e battendo il portiere olandese a tu per tu (42’). Un rigore di prepotenza (69’). Ma ci ha pensato anche De Sanctis con due prodigiose parate (65’ su Demouge, 78’ su Mertens) a tenere a galla il Napoli che, nel secondo tempo, ha messo sotto l’Utrecht giocando costantemente nella metà campo olandese.
Nella serata delle buone combinazioni offensive, la sventatezza della difesa ha minacciato di mandare tutto a monte regalando due gol e un rigore agli olandesi. Il Napoli si è trovato sull’1-3 dopo mezz’ora di gioco. Cavani l’ha rimesso in corsa alla fine del primo tempo, poi la ripresa è stata un monologo azzurro con l’Utrecht che raramente (ma pericolosamente) schizzava in contropiede.
E’ stato il Napoli di Mazzarri che non si arrende, che sbaglia e recupera, che lotta fino al 95’ ribellandosi a un pareggio utile, ma che vuole forzare il risultato sino al trionfo completo continuando ad attaccare e scoprendosi in difesa. All’Utrecht è andata di lusso. Primo tempo: tre tiri, tre gol. Aveva appena segnato Cavani e il Napoli perdeva palla subendo un fulmineo pareggio: su un cross di Mertens, van Wolfswinkel si inseriva sotto porta fra De Sanctis e Cribari toccando in rete (6’). Il pasticcio fra il portiere, che usciva a prendere palla, e il difensore, che si fermava, consentiva all’olandese di beffare entrambi. Incredibile. Il Napoli aveva cominciato il match da padrone.
Ultime novità in formazione: Grava anziché Santacroce, Cribari per Cannavaro, Zuniga per Maggio, Yebda per l’indisponibile Pazienza, Vitale per Dossena. L’Utrecht schierava la stessa squadra dell’andata con i due mediani Silberbauer e Lensky (meno brillante che a Fuorigrotta) davanti alla difesa, sugli esterni Duplan e Mertens molto attivi e pericolosi, van Wolfswinkel ovunque, regista e punta, Demouge attaccante centrale.
Subìto il pari, il Napoli andava in difficoltà. Zuniga e Vitale non facevano filtro sulle penetrazioni di Duplan e Mertens lungo le fasce. A centrocampo, Yebda era incerto. Lavezzi fuori partita, un errore dopo l’altro. Teneva su la baracca uno splendido Hamsik con Cavani mobilissimo, esaltato dal suo primo gol straordinario. Un diagonale di Cavani veniva deviato miracolosamente da Vorm e, sul corner, la conclusione di Campagnaro andava alle stelle (9’). La manovra del Napoli si spegneva sui dribbling di Lavezzi e sulle incertezze di Yebda (che poi salirà di tono sino all’assist del secondo gol di Cavani). Sempre pericoloso l’Utrecht sugli esterni. Sul lato destro olandese, Vitale agganciava in area Cornelisse, il terzino fluidificante. Rigore impeccabile di van Wolfswinkel (28’). L’Utrecht al sorpasso e addirittura al tris quando Demouge deviava di testa in rete una punizione di Schut (35’). Difesa azzurra impalata. Tre olandesi liberi davanti a De Sanctis sul cross di Schut!
Partita persa? Macché. Il Napoli non si disuniva sotto il peso dei tre gol. Yebda conquistava di forza una palla a centrocampo, avanzava perentoriamente per allungarla a Cavani in area. Nel rimpallo con Wuytens, l’artigliere azzurro infilava un tunnel al difensore e batteva Vorm in uscita nell’area piccola (42’). L’ombra di un rigore sulla penetrazione di Cavani in area (45’ palla fuori sulla spinta di Wuytens) concludeva il primo tempo e sollevava vibranti proteste azzurre. Espulso Mazzarri (protestava energicamente anche Cavani per il fallo di Wuytens).
Nella ripresa, il Napoli azzannava letteralmente il match e l’avversario. Se calava Hamsik, protagonista nel primo tempo, si risvegliava Lavezzi. L’Utrecht era costretto nella sua metà campo. Il Napoli andava al tiro ripetutamente (cinque conclusioni nel primo tempo, sette nel secondo). Una girata di testa di Lavezzi finiva di poco a lato (54’). Un tiro di Cavani veniva respinto dal portiere (61’). Entrava Maggio per Grava (63’), giocando dietro e lasciando la fase offensiva a Zuniga. Il Napoli, tutto teso a rimediare alla sconfitta, si scopriva pericolosamente. De Sanctis doveva salvare su Demouge (65’).
Gargano reggeva bene il centrocampo. Zuniga, Yebda, Vitale alternavano buoni spunti a imprecisioni. Un rigore dubbio rilanciava il Napoli (contatto Schut-Lavezzi). Dal dischetto la botta di Cavani in rete (69’) per il pareggio con molti gol. Ora il Napoli voleva di più, senza molto ordine, di corsa, pressando l’Utrecht nella sua area. De Sanctis compiva il secondo miracolo su Mertens (78’) facendosi perdonare un precedente pasticcio (nel rinvio con le mani, il pallone gli scivolava e finiva a un olandese). Ma ormai c’era una sola squadra in campo. Cannavaro entrava per Campagnaro (84’) e Dumitru per Zuniga (86’). Bastava il pari per l’uguale risultato della Steaua col Liverpool (1-1), ma il Napoli cercava la vittoria. La sfiorava per un soffio nel recupero quando sul cross di Vitale, Cribari da un metro mandava di testa il pallone contro il palo (92’).
MIMMO CARRATELLI

ilnapolista © riproduzione riservata