Solo Borussia e Barca meglio del Napoli

Il giorno della sua presentazione, nell’ottobre del 2009, Walter Mazzarri promise soltanto una cosa ai tifosi azzurri: “La mia squadra avrà un’anima”. Il Napoli guidato prima da Reja (prossimo avversario degli azzurri domenica alle 12.30) e poi da Donadoni non vinceva in trasferta da un anno (ironia della sorte era stato proprio un successo sulla Lazio all’Olimpico l’ultima volta con 3 punti) e si era appena fatto rimontare dalla Roma sempre al Foro Italico. Era molle e senza personalità, quella squadra ereditata dal tecnico livornese. Però a Mazzarri bastarono due settimane (c’era la sosta per le nazionali) per rivitalizzarlo. Tre punti, in rimonta, contro il Bologna e poi l’impresa di Firenze, ovviamente nel finale.
Due costanti — Da allora, le costanti del Napoli sono due: un rendimento esterno da capogiro, il migliore della nostra serie A (4 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte: solo Borussia Dortmund e Barcellona in giro per l’Europa hanno fatto meglio) e dei finali di gara da urlo. E’ stato così anche a Cagliari dove Lavezzi ha bissato quanto accaduto la passata stagione: gol azzurro all’ultimo respiro (l’anno scorso toccò a Bogliacino siglare il 3-3) e beffa cocente per i sardi. Su 18 reti segnate in campionato, il Napoli ne ha realizzate 12 nei secondi tempi, di cui ben 11 nell’ultimo quarto d’ora. La volata a perdifiato del Pocho è valsa l’uno a zero e il terzo posto in classifica. Lavezzi è stato infatti reinventato centravanti dall’allenatore azzurro, che ha deciso di spostarlo più vicino alla porta per renderlo maggiormente efficace in zona gol.
La scommessa — Mazzarri, che ad inizio campionato ha scommesso con Lavezzi sul fatto che il Pocho andrà in doppia cifra, è riuscito a convincere l’estroso Ezequiel a non incaponirsi più in dribbling inutili e a puntare l’area avversaria con decisione. “Ha capito che per segnare di più deve sprecare meno energie. Adesso faccio fatica a farlo rientrare a metà campo”, ha scherzato il tecnico. Così, quando ieri Cavani lo ha lanciato in contropiede, il Pocho è filato dritto verso Agazzi e lo ha freddato con un destro chirurgico. Da buon “loco” ha esultato a testa in giù contro i cartelloni, ma poi ha parlato da leader: “E’ la vittoria del gruppo, abbiamo sofferto e vinto da squadra”. Proprio come piace a Mazzarri.
Gianluca Monti (gazzetta dello sport.it)

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