Il Napoli non c’era
Hamsik nemmeno

C’era il Napoli all’Olimpico di Roma contro la Lazio? Non c’era. La Lazio (2-0) l’ha messo subito in difficoltà col capolavoro tattico di Reja. Zarate prima punta, topolino sgusciante fra i centrali azzurri più lenti. Hernanes e Floccari larghi sul fronte offensivo costringevano in retrovia Vitale e Maggio. Ledesma e Mauri padroni del centrocampo. Mancava Gargano e non c’era pressing sui portatori di palla laziali. Senza Gargano, anche il rientrante Pazienza risultava meno presente. E’ stata una di quelle partite in cui ci si aspetta sempre che Hamsik prenda in mano la squadra. Lo slovacco è rimasto ai margini del match. E poiché Maggio confermava il suo periodo-no, il Napoli cedeva su tutti i fronti. Ha tentato di equilibrare la partita con qualche sprazzo. Fino a che hanno retto le gambe e la lucidità, Lavezzi si è battuto da solo contro i romani. Vitale ha tentato qualche spunto sulla sua fascia. Non c’è stata partita. Non c’era il Napoli.
Difesa ancora ritoccata (Grava, Cannavro, Campagnaro). A centrocampo Yebda che non ha il ritmo e l’aggressività di Gargano. C’erano, comunque, le tre “stelle”. Hamsik però in un lungo cono d’ombra e Cavani bloccato dai centrali laziali sempre attenti. Lavezzi ha trovato scarsa collaborazione. Ha tentato di sfondare da solo. Ha colpito l’incrocio dei pali (28’) sullo 0-1.
La Lazio si è impossessata subito del campo e del match correndo sulle fasce dove si inserivano anche i terzini Lichtsteiner e Radu. E Zarate era subito il pericolo numero uno. Sul lancio di Mauri si portava avanti il pallone con un braccio: comunque, penetrava in area e infilava De Sanctis (15’). Dopo 305 minuti crollava l’imbattibilità del portiere azzurro e si profilava la prima sconfitta esterna del Napoli dopo sette gare. Alla fine, per la prima volta, dopo undici partite, il Napoli rimaneva a secco di gol.
Una volta in vantaggio, la Lazio ha controllato agevolmente il match tremando solo sul tiro di Lavezzi che centrava l’incrocio. Il Pocho tentava inutilmente di dare la scossa. Un tiro di Yebda dal limite veniva “murato” da Dias (35’). Sfuggiva a Cavani il controllo del pallone in area laziale su assist di Lavezzi, sempre lui (44’).
Primo tempo senza storia per gli azzurri. Nella ripresa, gli inserimenti di Zuniga (55’ per Maggio) e Sosa (65’ per Grava) sembravano dare più vivacità al Napoli. Sosa soprattutto aveva un inizio vivacissimo. Ma, intanto, la Lazio aveva raddoppiato con l’assist di Zarate per Floccari (64’). La Lazio addormentava il gioco, il Napoli aveva iniziative occasionali. Mazzarri ordinava un 4-3-3. Zuniga e Vitale sulla linea dei difensori centrali (Cannavaro e Campagnaro). Pazienza, Sosa e Yebda dietro le tre punte Lavezzi, Cavani e Hamsik. Non cambiava nulla perché al Napoli mancava l’apporto dei campioncini più conclamati.
A sprazzi il Napoli metteva pressione alla Lazio perché Lavezzi era irriducibile. Fuori un tiro di Sosa dal limite (72’). Fuori un colpo di testa di Cavani (73’) su cross di Vitale.
Tremava la traversa azzurra sul tiro di Zarate deviato di testa da Cannavaro (78’). Il Napoli non dava mai l’impressione di potere recuperare. Ci mettevano molto impegno Zuniga, Sosa, Yebda. Cercava Vitale di dare spinta a sinistra. Ma non c’era il collettivo. Non c’era la squadra alla quinta partita in quindici giorni. Per la prima volta, un Napoli disperso sul campo. Nel finale, qualche altro spunto. Conclusione alta di Cavani (84’) sulla palla non trattenuta da Muslera (tiro violento di Lavezzi). Conclusione a lato di Sosa, da buona posizione, dopo l’assist del Pocho che aveva seminato un paio di laziali (92’).
Si può recriminare sul colpo di braccio di Zarate in occasione del primo gol. Il giocatore ha detto di essere stato spinto e la palla gli è andata sul braccio, senza volontarietà. Ma, complessivamente, la Lazio ha disposto del match come ha voluto. Sorpassa il Napoli e, per un pomeriggio, torna in testa.

Mimmo Carratelli

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