Grandi Hamsik e Maggio ma ora non esageriamo

Passano due minuti e (toh!) chi è che svetta altissimo e insacca il pallone in rete? Si, è proprio lui: Christian Maggio che incorna in aria e in silenzio corre a smentire tutti i suoi delatori. A Marekiaro serve solo qualche attimo in più per portare le mani sul ciuffo, ma senza fare tante polemiche. Si erano versati fiumi di inchiostro in settimana per raccontare la debacle dei due azzurri.
Qualche anno fa, una trasmissione che ha fatto la storia della Tv, proponeva una riuscitissima rubrica. I mitici tre della Gialappas in “Mai dire Gol” con il fenomenale “Ipse dixit”. Divertentissimo spazio in cui si raccoglievano le interviste di allenatori e giocatori che annunciavano di far sfracelli in settimana e che puntualmente incassavano pessime figure sul campo da gioco. Incredibilmente anche da noi sta accadendo che ogni vaticinio venga sempre smentito, ma ad essere contraddetti dai fatti sono più i giornalisti e i commentatori che i calciatori. Che Napoli fosse città di equilibri instabili ce lo racconta la storia e le sue contraddizioni perenni. Città capace di mettere un sacchetto di monnezza sul pennacchio del vulcano e che poi conserva vuoti e bellezze nel sotterraneo che giace sotto la sfoglia di asfalto.
Non è quindi il caso di portare in trionfo i due ragazzi goleador per una sera. Fatta eccezione per i gol, sia  Maggio che Hamsik non hanno compiuto grandi prove. Il primo, oltre al gol, ha portato a compimento una prestazione discreta, accettabile. Il secondo ha offerto la solita prova ricca di luci ed ombre. Diciamolo chiaro: Hamsik è Napoli, nessun giocatore più di lui potrebbe essere definito  l’eponimo (per usare una parolaccia) di questa città. Tanto talento, spesso sprecato. Ordinato e disordinato contemporaneamente. Ciuccio e geniale a fasi alterne. È contraddittorio e incatalogabile come i partenopei. Per adesso non aspettiamoci di più e godiamoci fino in fondo tutte le volte che il “no gravity look” ci porta gol e punti. Questo è Marek Hamsik, amiamolo per quello che riesce ad offrirci con i suoi 23 anni.
A proposito di “ipse dixit” c’è un altro fenomeno che inizia alquanto ad inquietare. Tutti i giocatori che vengono accostati in sede di mercato al Napoli fanno una brutta fine: Montolivo, Cassano, Inzaghi, Amauri. In vista del prossimo match con l’Udinese c’è da augurarsi che i giornali inizino a parlare di rinnovate trattative per Di Natale e Inler, di un contatto per Sanchez e Asamoah, di piste che portano a Benatia o Isla.. “Ipse dixit”, poi non lamentatevi..  perché io l’avevo detto..
Valentino Di Giacomo

ilnapolista © riproduzione riservata