Cristiano Lucarelli primo rinforzo a gennaio

Cristiano Lucarelli si nasce, non si diventa: umiltà, sacrificio, fame atavica. La storia di questo attaccante, di un uomo nato per fare l’attaccante in un modo singolare, quasi come fosse il protagonista di un romanzo di Camilleri, non smette mai di regalare capitoli sorprendenti: a distanza di due mesi dall’intervento al crociato, un disastro bello e buono, il professor Mariani ha strabuzzato gli occhi e lo ha dichiarato clinicamente guarito. Lucarelli sta marciando a ritmi altissimi e più o meno tra un mese tornerà a disposizione di Mazzarri. Un miracolo vero e proprio, per questo ragazzino di 35 anni.
La storia, allora. La storia di un giocatore che il 16 settembre, pochi minuti dopo il suo ingresso in campo con l’Utrecht, al San Paolo, si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e il 20 si opera da Mariani, a Roma. Un po’ di convalescenza e comincia il percorso riabilitativo. Che tra bike, piscina, palestra e terapie sembra davvero uno di quei percorsi di sopravvivenza. Dalla mattina alla sera, un chiodo fisso: recuperare quanto prima. Dimezzare i tempi. Provarci. Forza: colazione e via a Villaricca, a nuotare nella vasca dell’Olimpic Nuoto insieme con il fisioterapista azzurro Rosario D’Onofrio, specialista nel campo dei trattamenti di questi infortuni. Poi, pranzo e via a Castelvolturno per la palestra e i trattamenti specifici. Lucarelli non s’è fermato un solo giorno. E non si è perso una sola partita dei suoi compagni e neanche di suo figlio Mattia, 11 anni, centrocampista dell’As Posillipo calcio della famiglia Sommella. Tra una terapia e l’altra, Cristiano ha anche fatto da testimonial per un evento legato alla lotta contro i tumori al seno. E poi una volontà ferrea, divisa equamente tra il lavoro e la dieta: da quando è infortunato è perfino più in forma. Dimagrito notevolmente e tirato visibilmente. Come in una seconda giovinezza. Il più importante acquisto di gennaio del Napoli sarà lui, non c’è dubbio: caricato a mille dall’affetto della gente di Napoli, che l’ha letteralmente rapito e conquistato, e dalla naftalina. Uno come lui, abituato a combattere sempre e comunque, sarà consumato dalla voglia di tornare in campo. E anche dai traguardi: il suo obiettivo numero uno è raggiungere Vialli, un idolo, nella classifica dei cannonieri italiani di tutti i tempi in serie A (119 gol contro 123); senza trascurare un’altra missione ancora possibile: la sfida lanciatagli da De Laurentiis, con tanto di premio promesso, di segnare più di Toni, attualmente a quota 2 reti in campionato.

Fabio Mandarini
Il Mattino

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