Anfield non è la storia, concentrati sul Parma

Un 1-0 striminzito. In trasferta. Raggiunto ad un quarto d’ora dal termine e difeso con i denti. Sotto una pioggia battente ed un campo poco adatto alle caratteristiche tecniche dei calciatori azzurri. Quello che sembrava uno 0-0 già scritto, una noiosa partita giocata nel fango e destinata alla divisione della posta in gioco, si è trasformato in un’importante vittoria che dà slancio e morale alla classifica del Napoli, dopo il passo falso interno col Milan ed il pareggio di Catania, e consegna ai tifosi una squadra con una qualità in più, quel cinismo che era finora mancato.
Certo. Non basta una vittoria a Brescia per illudersi del fatto che il Napoli ha ritrovato la retta via che sembrava smarrita nelle ultime settimane. Tuttavia, la sensazione vissuta nell’assistere alla partita del Rigamonti è quella di una squadra che ha affrontato con la mentalità giusta una partita che sapeva di poter prima o poi sbloccare a suo favore. Potrà apparire eccessivamente ottimistica la mia previsione, ma finora ci eravamo abituati ad un Napoli in difficoltà in circostanze come queste, leone di sera e al San Paolo ma balbuziente con le cosiddette medio-piccole.
Quest’anno sembra essersi invertita la prassi. In casa, e con le grandi, il Napoli ha incontrato qualche difficoltà, mentre in trasferta, contro squadre come Sampdoria, Cesena e Brescia, ha regalato gioie e soddisfazioni ai suoi tifosi. L’imprevedibilità degli azzurri rispecchia in pieno l’andamento dell’intero campionato. Le “magnifiche provinciali” celebrate ad inizio campionato (Bari, Cesena e Parma) si ritrovano, dopo la sbornia delle prime giornate, ad occupare gli ultimi posti in classifica; squadre più o meno nobili, come Roma ed Udinese, che sembravano spacciate per la loro partenza, oggi sono a ridosso delle posizioni che contano; le concorrenti del Napoli, secondo i pronostici, ossia Genoa, Palermo e Fiorentina, annaspano in attesa di inanellare la serie giusta. L’unica certezza di questo campionato, finora, resta la bellissima favola della Lazio di Edy Reja. Per noi che abbiamo conosciuto le qualità umane e tecniche del Mister, non può che essere motivo di profondo compiacimento per il tecnico goriziano.
Adesso ci aspetta l’Anfield Road. Sarò una voce fuori dal coro, ma mi auguro che Mazzarri ed i calciatori non vivano questo incontro come l’appuntamento con la storia, dimenticandosi dell’importante partita di domenica contro il Parma. La qualificazione al turno successivo di Europa League ce la giocheremo, a mio avviso, nella trasferta di Utrecht e nella sfida interna contro la Steaua. Una buona  prestazione a Liverpool può sicuramente far bene al morale e all’autostima ma non cambierà il corso degli eventi.
E’ necessario, invece, non interrompere la striscia positiva in campionato e mantenere la giusta concentrazione per la sfida di domenica al San Paolo. Senza dimenticare, inoltre, che la settimana prossima ci sarà anche il turno infrasettimanale con la trasferta di Cagliari a cui seguirà la sfida con la capolista Lazio.
Il Parma è un avversario storicamente ostico ed antipatico. Brucia ancora la sconfitta dello scorso campionato, nel ricordo di tutti il match delle espulsioni di Mazzarri e Quagliarella. I gol di Jimenez e Antonelli segnarono definitivamente l’ambizione azzurra di raggiungere i preliminari di Champions, lo scorso anno sicuramente alla portata dei nostri colori. Per chiudere la partita sul 2-2, mancò allora quel cinismo visto ieri. Facciamo tesoro della lezione dello scorso aprile e con lo spirito di Brescia ritorniamo a vincere al San Paolo. Un appuntamento da non fallire.
di Michele Affinito

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