Personalità e difesa
i due talloni d’achille

Si torna tutti coi piedi per terra. Il Napoli accumula in una partita più episodi negativi ed errori di quanti ne abbia inanellati in questo campionato. Sbagli anche arbitrali: si può discutere su alcune decisioni di Rizzoli, ma l’essere accondiscendente col Milan e fustigatore con gli azzurri è davvero troppo. Incassa un netto 2-1, la squadra di Mazzarri, in partita solo a tratti, improvvisa e fatua come i lampi sul cielo di Fuorigrotta. Come il gol di Lavezzi – favoloso, talmente bello da portare la mente verso antichi ricordi maradoniani – che sembrava l’inizio di una bella rimonta, tuttavia il risultato non è cambiato. Allora come stanno le cose? Certo il Milan non è il Catania e si sapeva.
Una difesa, quella azzurra, che aveva incassato pochissimi gol in sei partite e ne incassa tre in due gare lascia perplessi: Grava, Campagnaro e Aronica erano male assortiti. Il resto potrebbe essere una crisi da assestamento. Insomma, Mazzarri e il Napoli sinora hanno dato il massimo fino a che non hanno incontrato una squadra più forte in tutto. Prendersela con la sola difesa o col singolo calciatore non aiuterebbe il Napoli a guarire. I reparti si sono rivelati inferiori, nel confronto con il Milan, a partire da un centrocampo poco ispirato e con troppi buchi. Può anche darsi che gli azzurri non meritassero di perdere, ma non hanno mai dato l’impressione di poter vincere, e questo è più grave. Per tutto il primo tempo il Milan ha fatto quello che ha voluto, mostrando una condizione generale decisamente migliore ma, soprattutto, idee molto chiare su come bloccare le fughe del Napoli. Almeno un uomo in più a centrocampo sempre. E poi un altro in disturbo su Cavani, Lavezzi o Hamsik, prontissimo a ribaltare l’azione lasciando palla e ispirazione a Pirlo.
Meglio, ma era tardi, il Napoli nel secondo tempo, spinto dall’orgoglio e da un tifo caldo e via via rassegnato. Attaccando in un modo decente, ha messo alle corde il Milan. La partita s’era, però, già capovolta. Questo è il punto, bisogna vedere se in pochi giorni la squadra ritroverà la sicurezza che ha perduto, perché la lezione iniziata a Catania, proseguita col Liverpool e continuata ieri, è stata davvero dura. Al Napoli ora manca la fiducia in sé. E soprattutto la sicurezza, quando ritroverà pure il gioco che ieri è mancato, nessun avversario riuscirà a scavare la differenza, così come ieri ha fatto il Milan.

Toni Iavarone
Il Mattino

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