Un esame di maturità
comunque superato

Siamo quarti in classifica e abbiamo l’amaro in bocca per un pari più che dignitoso a Catania. Quindi possiamo ritenerci più che soddisfatti. All’inizio del campionato credo che in pochi avrebbero immaginato di stare lassù dopo sette giornate. Certo, per chi si era lasciato andare dopo il successo con la Roma la partita di oggi può essere stata un brusco risveglio. Ma io non sono tra quelli. E comunque ritengo superato l’esame di maturità: non abbiamo vinto però abbiamo mostrato carattere. Una grande squadra avrebbe vinto con un solo tiro in porta; noi abbiamo pareggiato con tre. Mi sembra più che accettabile.
Abbiamo lottato, sfoderato un grande portiere (fa parte del gioco), e persino rischiato di vincere nel finale. Cavani si è mangiato un gol madornale ma nessuno – ovviamente – ha il coraggio di dire qualcosa, di avanzare la benché minima rimostranza verso chi più di qualsiasi altro ha contribuito a questa lusinighiera posizione di classifica. Non può mica segnare a ogni tiro in porta. E prima di lui, Maggio ha sbagliato da solo davanti alla porta.
Poi va da sé che la squadra palesi sempre gli stessi limiti: se non va a mille, è abbordabile da chiunque. Non abbiamo palleggiatori, ma gente di sostanza e corsa. E se non si macinano chilometri sono dolori. Tant’è. Aspettiamo ancora il nostro Maggio (chissà che fine ha fatto) e attenderemo che Gargano superi il suo passaggio a vuoto. Per come la vedo io, Mazzarri sta facendo le nozze coi fichi secchi. Certo, il matrimonio l’ha organizzato lui così, però i fatti gli stanno dando ragione. Avessimo qualcuno coi piedi buoni sarebbe stato meglio, però ormai è inutile piangere sulle cessioni versate. Giovedì c’è il Liverpool, allo stadio e non alla Playstation, e soprattutto – almeno per come la vedo io – lunedì 25 ci sarà il Milan al San Paolo. Ecco, lì, vorrei rivedere gli occhi della tigre. Undici leoni.
<strong>Massimiliano Gallo</strong>

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