Io, concertista cambio
la scaletta per il Napoli

Devo decidermi, non posso continuare così: durante il campionato o piazzo i concerti quando ci sono le soste previste (ma a questo punto quanti ne faccio? 1, 2, 3 al massimo!), oppure chiedo al Mistér ed al Presidentissimo che quando, la mia Signora ed io, dobbiamo esibirci, la Squadra faccia solo pareggi a reti inviolate e/o partite al valium (Scherzo, naturalmente. Finché si può dobbiamo asfaltarle tutte le nostre avversarie!!!). Era già successo a marzo, per esempio. Domenica 21 marzo, 29^ giornata, ore 15.00 Milan – Napoli. Hugo Boss (copy Auriemma) al 13° insacca: a casa, mio figlio ed io, non capiamo cchiù niente. Rocioliate sul pavimento, gesti del ciuccio in amore (detti anche alla dove portava l’ombrello mio nonno) e, ahimé, urla (giusto per far sentire agli abitanti di Cologno Monzese che il Ciuccio aveva scassato le corna al diavolo).
Vi starete chiedendo il significato dell’ahimé. Semplice: quella sera avevamo – appunto – uno spettacolo e, anche se la cantante è la mia Signora (che per fortuna sta al calcio come io sto al curling), qualche pezzo me lo canto anche io. Immediata conseguenza del vantaggio napoletano: corde vocali arrossate e voce quasi andata (non ero stato così fortunato sabato 31 ottobre 2009, 11^ di campionato, Zebra – Ciuccio 2 a 3. Fino al mercoledì successivo ero afono!). Immediato è scattato il sonoro cazziatone da parte del socio di maggioranza (la mia Signora): “Franco, ma ti sei scordato che stasera devi cantare? Che *** t’allucc’?”. Repentino rientro sulla Terra e ricerca spasmodica di mentine, caramelle all’eucalipto e barattolo di miele vecchio di decenni, per ripristinare lo status quo. A quel punto è scattata l’idea: “Se la partita finisce così – mi son detto – stasera il leggio sarà impavesato con lo sciarpone d’ordinanza e, se addirittura segna Hamsìk (N.B.: da leggere con l’accento sulla i), al momento di “Marechiaro” scatta la dedica”. Purtroppo la partita è finita come sappiamo e, quindi, nessun gran pavese né dedica.
Ma l’idea era rimasta e si è concretizzata domenica scorsa. Ore 15.00 Ciuccio – Lupa, incontro ricco di tante concomitanze, salotto addobbato come da rito (bandierone storico del 1° scudetto, coperta di pail “SSC Napoli”, figlio con maglia azzurra, ecc.) e raccomandazione del già citato socio: “Ricordati che stasera devi cantare!!!”. Al primo gol della Particella (sempre copy Auriemma) aplomb da lord inglese che assiste ad un incontro di cricket. Però all’autogol l’aplomb è andato a farsi un giro e sono scattato in piedi per urlare ma, memore della presenza del socio, mi sono prodotto in un urlo di petto e non di gola. è uscito fuori un “gooool” a metà strada tra il verso di un muflone e quello del bue marino. Mio figlio ed il socio (arrivata di corsa) mi hanno guardato come se avessero visto in sala il classico alieno piombato sulla terra. Mi sono ricomposto e, con fare serafico le ho detto: “Stasera devo cantare e devo preservarmi la voce. Anzi alla luce di quanto sta succedendo, cambieremo la scaletta del concerto.
Non apriamo come di consueto con ’E spingule francese cantata da te, apro io con ’O surdato ‘nnammurato, invece di farla alla fine, e la faccio cantare al pubblico tipo inno nazionale del Napoli. Poi con Marechiaro partirà la dedica per Orocolato (copy ancora Auriemma)”. Il socio, a queste mie parole – stranamente – non ha trovato nulla da ridire e così, alle ore 21.30  a Cologno Monzese, il pubblico non pagante si è esibito in quello che io considero il vero inno del Napoli (per secondo ci sta’ “Forza Napoli, si nu cannone perché a porta sta Bandoni” che cantavo da bambino solo qualche tempo fa). Puntuale è scatta anche la dedica (ribadita al termine della canzone). A fine spettacolo un gruppetto di spettatori si è avvicinato e, visibilmente commosso, mi ha ringraziato per aver “commemorato” (sic) in quel modo la grande vittoria del Napoli e la rete di Hamsìk.
Tralascio le sensazioni che mi hanno assalito per dirvi solo che sono ritornato a casa e la macchina viaggiava sollevata da terra di circa 30 centimetri. Giuro!!!
La decisione tra testa (preservare la voce in concomitanza di uno spettacolo) e cuore (urla e strepiti in occasione di un gol), per il momento è rimandata a data da destinarsi. Valuterò al momento. Il 19 ottobre, data del prossimo spettacolo, comunque non ci sono partite e questo aiuta molto.
Francesco Ventimiglia

ilnapolista © riproduzione riservata