Diego, il “napoletano” che alzò la voce di Napoli

Oggi è il giorno in cui Maradona compie 50 anni e vorrei partecipare alle “celebrazioni” contribuendo con un ricordo. Le immagini dei suoi gol e delle sue magie saranno, soprattutto in questi giorni, negli occhi di tutti e allora io vorrei cogliere l’occasione per far emergere un ricordo e lasciarlo al mio “nipotino” Andrea che, a breve, compirà 10 anni.
Dieci come il numero di maglia di Maradona.
Dieci come gli anni che avevo io quando Maradona arrivò a Napoli.
Il ricordo è legato alla partita di semifinale della Coppa del Mondo Italia Argentina, la partita che si giocò a Napoli. Ricordo che quando il Napoli giocava negli stadi “ostici” come Torino, Milano, Verona, o Bergamo venivamo puntualmente accolti dagli epiteti più vergognosi.
In quegli anni tali “accoglienze” divennero, se possibile, ancora più cattive perché, quando giocava in quegli stadi, il Napoli portava tecnica, bel gioco, velocità e, soprattutto, vinceva…
Molte voci si alzarono verso i napoletani in occasione di Italia Argentina affinché essi tifassero per la Nazionale azzurra. Una voce argentina, invece, si sollevò per dire più meno così: “Gli italiani si ricordano dei napoletani solo adesso perché vogliono farli tifare per l’Italia. Ma i napoletani sanno benissimo per chi tifare”.
E allora vorrei dire un “grazie” al nostro immenso Diego. Grazie perché anche se la sua frase forse fu un po’ ruffiana, nella realtà fu la volta in cui un Napoletano alzò la voce nei confronti del resto d’Italia per far capire a tutti che occorreva maggior rispetto dei napoletani negli stadi ed in qualunque occasione.
Il Napoli con Diego ha vinto ciò che mai gli è riuscito di vincere. E tutti speriamo che con Hamsik e Lavezzi magari ne vinceremo tre di scudetti. Ma l’eredità più importante che Diego ci lascerà è proprio questa rivalsa di tutta la città e di tutti i napoletani.
Nessuno mai arriverà a tanto.
Diego sei stato Calciatore e sei Napoletano come nessuno mai sarà. TANTI AUGURI DIEGO!
Diego Fusco

ilnapolista © riproduzione riservata