Vita, ciorta e miracoli
di Byron Moreno

E chi lo ha detto che un esportatore di eroina debba per forza essere un arbitro corrotto? E’ giusto. Ma voi designereste “direttore di gara” uno che ha marchiato così pacchianamente la sua fedina penale? Che poi il mestiere di arbitro già non si addice a un tipo con il fisico del Sergente Garcya e l’acconciatura alla Nembo Kid. Lo sguardo da pesce lesso e l’espressione ebete del piu’ alto dei Fratelli Dalton. A parte la tenuta atletica, ma cacchio pure l’occhio vuole la sua parte. E allora quanti sensi dobbiamo scomodare prima di arrenderci serenamente alla realtà dei fatti? Un mondiale sconcertante quello del 2002 e non soltano per i nostri colori. In pochi giorni fece ricredere gli spagnoli che già ci avevano bollati come piagnoni. Un ritorno meschino in patria, dove per aggiustare un risultato non esitò a decretare tredici minuti di recupero, il tutto per favorire la squadra della città nella quale si era candidato. Non fu eletto naturalmente, ma quella bravata gli costò un’inchiesta della Federazione e successivamente la radiazione. “Meno male che ero io quello corrotto” ci sbeffeggiò Lord Byron all’indomani del caso Calciopoli. E ancora: “Se volete vengo in Italia ad arbitrare…”, prima che qualche volpone nostrano gli offrisse decine di migliaia di dollari della nostra televisione pubblica, affinché venisse in Italia a fare l’idiota in mezzo alle immancabili ballerine. Poi il viaggio in America. Un’idea stramba. Sei chilogrammi di eroina nelle mutande e quell’espressione, sempre la stessa,  per cercare di giustificarsi: “Avevo un appuntamento galante” pare abbia detto ai doganieri americani “Non volevo fare brutta figura!”.
Gianluca Maria Marino

 
 

 

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