Mazzarri, adesso devi crederci

Siamo appena alla terza giornata e, come leggete a parte, gli arbitri ne hanno fatte di tutti i colori, scatenando le proteste dei presidenti: dal Nord al Sud, da Pozzo a Zamparini. Siamo appena alla terza giornata e, come leggete a parte, le follie del calcio-business sono finite sotto la lente di ingrandimento. Le partite alle 12.30 di domenica, ed è singolare che i dirigenti se ne siano accorti solo ora, sono un grande disagio per tutti. Per i giocatori e, anche se nessuno lo dice, per i tifosi. Solo che per qualche dollaro in più si fa davvero di tutto ed è sempre più fioca la speranza che qualcuno si accorga di quanti danni i nostri strateghi stanno facendo al pallone. Un movimento, quello del calcio, che ha gli anticorpi per sopravvivere a tutto. Anticorpi che sono rappresentati dalla passione della gente e dalle emozioni che riescono a dare i campioni. Campioni come Eto’o, capaci di permettere all’Inter di vincere una partita difficilissima a Palermo e di portare Benitez in testa alla classifica. Come dicevamo, Zamparini ed i suoi hanno legittimi motivi per arrabbiarsi.
Ma non c’è dubbio che la partita sarebbe comunque andata diversamente senza le prodezze del camerunese, che si è scambiato idealmente i ruoli con Milito. L’anno scorso era lui, Eto’o, a restare un po’ in ombra rispetto al compagno. Adesso i ruoli si sono invertiti, al punto che Milito ha fatto subito sapere di voler parlare della questione e delle frequenti sostituzioni. Un problema per Benitez che ha però le capacità e il carisma per risolvere il problema. Certo è che sono bastate due partite per restituire all’Inter il ruolo di squadra da battere da cui troppo frettolosamente era stata defenestrata. Così come troppo frettolosamente, lo avevamo detto la settimana scorsa, Del Neri aveva escluso la Juve da un ruolo di possibile pretendente allo scudetto. Avevamo forse più fiducia noi nelle potenzialità di una squadra che, con i suoi limiti, ha comunque molte carte da giocarsi. Bellissimi sono stati i gol di Quagliarella e Marchisio, ma soprattutto per la Juve è beneaugurante che stavolta in chiave difensiva ci siano stati evidenti miglioramenti. La Juve non sarà la favorita per il titolo, ma è comunque una squadra che può crescere parecchio. Magari ricorrendo a quel pizzico di autostima e «cattiveria» che siamo felici di aver scatenato in Del Neri. Chissà che dopo una buona e onesta carriera, anche il tecnico non riesca a fare quel salto di qualità indispensabile per essere uno da Juve. In testa alla classifica, insieme all’Inter, c’è intanto il Cesena, trascinato in vetta da uno splendido gol di Bogdani. Complimenti ai romagnoli, ancora imbattuti e capaci di arrivare al risultato attraverso il gioco. Avevamo parlato di possibili sorprese per questo campionato. Sicuramente dopo 270 minuti il Cesena è sorprendente: non solo per la classifica ma per come sa stare in campo. Dicevamo del caldo che ha tagliato le gambe a Bari e Cagliari, che si sono giustamente lamentati per l’orario impossibile della partita. Ma a non stare in piedi, o comunque a faticare moltissimo, è anche la Roma, che ha ripetuto con il Bologna la partita di Monaco. Discreto primo tempo, flessione nel cuore della gara e uscita di scena negli ultimi venti minuti. Con il Bayern le reti erano arrivate nei dieci minuti finali. Stavolta con leggero anticipo è arrivato il primo gol di Di Vaio, che ha poi bissato sul filo del novantesimo. Di sicuro il Bologna ha meritato, per averci sempre provato, per aver seguito le indicazioni di Malesani, per aver esaltato le caratteristiche di uno degli attaccanti certamente più forti del campionato. Appunto Di Vaio, che ha tecnica, forza, intelligenza per colpire con precisione chirurgica. Però, come dicevamo, non c’è dubbio che la Roma ci abbia messo molto del suo. Le assenze pesano, soprattutto perché concentrate tra i difensori, ma la condizione atletica è preoccupante e anche l’identità della squadra è piuttosto confusa. Con due punti in tre giornate, i giallorossi hanno fatto addirittura peggio dello scorso anno. Nonostante questo, Juve e Milan – per fare due esempi – sono ancora lì. Certo è che adesso la Roma non può più sbagliare. In sei giorni, passando da Brescia per arrivare alla sfida con l’Inter, Ranieri può dare una sterzata decisa. L’emozionante domenica di campionato si è chiusa col successo, meritatissimo, del Napoli in casa della Sampdoria. Il rigore di Cassano ha avuto l’effetto di una frustata per la squadra di Mazzarri, che in pochi minuti ha ribaltato il risultato con Hamsik e Cavani. Già, Hamsik e Cavani, due dei grandi giocatori che ha il Napoli: è lungo l’elenco, ed evitiamo per questo di fare nomi, di calciatori importanti nel gruppo azzurro. E’ per questo che a inizio campionato, tra le protagoniste assolute, non ho avuto dubbi ad inserire anche il Napoli. E’ singolare che Mazzarri consideri la sua squadra in fase di costruzione, avallando in pratica chi sostiene che la sua naturale posizione sia tra il quinto e il decimo posto. Macché. Il Napoli ha tutto per puntare molto in alto, ha tutto per non avere limiti e pensare il prossimo anno di giocare in Champions League. Una squadra giovane, con alcuni fuoriclasse e tanti ottimi giocatori, un pubblico che rappresenta davvero una spinta in più. Bisogna crederci, insomma. La settimana scorsa lo avevamo detto a Del Neri, dall’inizio del campionato non facciamo altro che ripeterlo a Mazzarri. E’ arrivato il momento del salto di qualità definitivo. Il Napoli è pronto.
Alessandro Vocalelli

ilnapolista © riproduzione riservata