Griderò sempre Quagliarella non si vende

Poiché questo sito l’ho creato (non da solo) per dire quel che penso sul mio amato Napoli, allontanatevi tutti, sostenitori del tradimento. Non commentate nemmeno, andatevene, ho delle cose da dire. E non venitemi a fare la morale su chi è tifoso e chi no. Andatevene, e basta.
Mi manca. Mi manca in campo. Quel suo ghigno, quel suo tiro, quella sua rabbia. Mi sento solo. Ancora non ci posso credere che sia davvero avvenuto. In settimana ho visto Mimmo Liguoro per un caffè e mi ha detto: “Non si vende uno con la faccia che sembra quella di Raffaele Viviani. Uno del popolo”.
Ero su letto, mia madre non ha avuto nemmeno il coraggio di venirmelo a dire. Non si vende un attaccante di razza solo perché sta sulle palle all’allenatore, e magari anche a qualcun altro. E allora la società che ci sta a fare? Se in ogni luogo di lavoro si volessero allontanare quelli che non fanno gruppo allora stiamo freschi. Qualcuno racconti che cos’era la Lazio del ’74: avevano due spogliatoi tanto non si sopportavano. Ma la domenica tutti per uno, uno per tutti. Questo è il calcio, questo è lo sport. Questo è quello che piace a me.
Non si vende Quagliarella. L’ho gridato a Boras e lo grido oggi. E lo griderò per tanto tempo. Tantissimo. Qui, sul Napolista. Se non vi sta bene, ciao ciao. Nessuno vi obbliga.
Massimiliano Gallo

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