Cari Aurelio e Walter, attenti a non fregarci

Cari Aurelio e Walter, non ha importanza come mi chiamo, né che lavoro faccio, né se sia un letterato o uno che dalla vita non ha avuto la fortuna di studiare. Non importa io chi sia. Vi basti sapere che sono solo un tifoso. Uno che è nato con l’azzurro nel cuore, perché il padre lo portò a sette anni a vedere Napoli-Ternana 7-1 e quei gol se li ricorda tutti, uno ad uno: La Palma, Massa, Esposito, Clerici, Braglia, Massa, Braglia.
Ma il mio 7-1, prima partita vista al san Paolo nel lontano 13 aprile 1975, può essere il Napoli-Cesena di Mario, il Napoli-Milan di Roberto, oppure il Napoli-Ambrosiana vissuto all’Ascarelli da nonno Peppe.
Insomma, cari Aurelio e Walter vi abbiamo consegnato una cosa: la passione, per i tifosi molto più importante dei vostri guadagni. Le nostre sofferenze sono nelle mani del vostro lavoro. Possiamo accapigliarci per Quagliarella sì o no, per Lavezzi sì o no, ma la sostanza è che alla fine vogliamo tutti il bene di Napoli squadra, città, madre, matrigna con quello spirito di gruppo ed egoismo tipico di noi napoletani. Tutti abbiamo vissuto le attese con la cotoletta che annozza o il peperone che unge. Solo perché il Calaiò di turno facesse un gol.
Il gol è come la musica. Sostanzialmente non serve a niente (bollette e fantacalcio permettendo) ma rende la vita più felice solo a vederlo o ad ascoltarlo via radio. E’ pura e semplice passione. E con la passione non si scherza. Ecco perché c’è rabbia se si fanno i giochetti delle amichevoli vendute a 10 euro (meglio non trasmetterle o metterle sul web) o se si vende Quagliarella così, dall’oggi al domani.
Caro Presidente, tu con i napoletani scherzi troppo. Ti do atto che sei anni fa ero in un baratro dal quale non sembrava esserci via d’uscita e tu hai lavorato, bene, imprenditorialmente per resuscitare questa società. Ma i tifosi a parole li ami, li coccoli, per te sono i primi del mondo. Nei fatti, talvolta, ti comporti diversamente. Non tanto nella campagna acquisti, quelle sono strategie condivisibili o meno, ma nelle operazioni nate male e gestite peggio come la tessera del tifoso (che ci voleva a partire prima e a rendere i disagi minori? Perché siamo gli unici a doverci sobbarcare due file?).
Caro Walter, ci hai fatto divertire, ma sembra sempre che tu metta le mani avanti. Diciamo la verità, sei un po’ piagnucoloso. Ci piace la tua grinta ed il tuo modo di giocare, ma un po’ di verve e ottimismo in più ogni tanto non farebbe male. Ed è vero che il gruppo è alla base di tutte le vittorie, ma sembra che tu abbia un po’ di idiosincrasia per il talento, l’estro, l’imprevedibilità.
Perché la differenza è che voi lavorate, noi soffriamo e la nostra sofferenza paga il vostro lavoro. Quindi anche se avete un cuore livornese e uno romano dissimulatelo. Siete a Napoli, non dimenticatelo mai e che San Paolo sia con voi.

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