Avevo dimenticato l’orario, stasera festa coi bimbi

Si è sempre detto “so’ patuto d’o Napule!”. Da quando vivo questo spazio virtuale (…e virtuoso), l’ho ribattezzato “Morbo del Napolista”, ma sempe “patuto” so’!
Credo che il “morbo” stia perdendo colpi, stasera non vedrò la partita.
Bene (anzi male!). Non vorrei che questo fosse un segnale di guarigione.
Da sempre ho preso impegni di qualsiasi tipo in funzione del calendario e degli orari delle partite del Napoli: appuntamenti di lavoro, ricorrenze, anniversari, matrimonio… si, anche la data del mio matrimonio.
Questa volta ho “toppato”. Faccio scegliere a mio figlio il giorno per festeggiare il suo 7° compleanno con i compagni di classe in un “localino” poiché, nascendo ad agosto, non ne ha mai la possibilità. La scelta ricade sul 30 settembre. Proprio così, oggi: il giorno di Steaua Bucarest-Napoli. Glielo faccio presente, ma lui che è più “patuto” di me dice: “Che problema c’è? Giocano alle 21:00. Iniziamo alle 17:00 e per le 20:30 siamo già a casa.” (…eh..eh… 7 anni e già ha le idee ben chiare!). Prenotiamo il locale, salvo scoprire ieri mattina (29 settembre n.d.r.) che la partita avrebbe avuto inizio alle 19:00.
Da quel momento ho mostrato (non a mio figlio, sia ben chiaro) tutte le “manifestazioni” possibili ed immaginabili: rabbia, jastemme, delusione, rassegnazione… e poi ansia. Un’ansia che mi ha accompagnato ieri sera a letto e che non mi faceva prender sonno. Ma com’è possibile?!?. Ho sbagliato l’orario?!?! Non riuscivo a darmi pace. Finalmente chiudo gli occhi… mi ritrovo sugli spalti del Ghencea, con i miei amici: si passa dalla preoccupazione che Cannavaro faccia una “cappellata” appena gli arriva il pallone tra i piedi, alle urla di incitamento per un contropiede che il Pocho spara alto oltre la traversa. La partita va avanti sui binari dello 0-0 con gli azzurri che tengono botta agli attacchi dei rumeni. Qualche ripartenza, ma niente di seriamente pericoloso da parte nostra. Angolo per il Napoli. Lancio un’occhiata al tabellone. Siamo al minuto 81’ e la partita non si schioda. Batte Hamsik: palla al centro dell’aria di rigore. Da un groviglio di uomini che affollano l’area, spunta Hassan Yebda che, con un inserimento, irrompe di testa e mette in rete: GOOOOOLLLLL!!!! Spalanco gli occhi e mi ritrovo seduto nel letto, tutto sudato a braccia alzate… Mia moglie nel dormiveglia mi chiede: “Che c’è?… Cosa è stato?…”. La fisso in silenzio per qualche secondo: “Nulla… era solo un sogno”. Già s’era riaddormentata.
Ho ripreso sonno sperando di “seguire” gli ultimi 10 minuti della partita, ma nulla: si è fermata al 81’.
Stamattina mi sono svegliato con l’amaro in bocca. Io e mio figlio non vedremo la partita, ma spero di trovare, al nostro rientro a casa, un “cioccolatino” (meglio se son due) che ci addolcisca…. più della torta.
<strong>Massimiliano Erro.</strong>

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