Lo show con la Samp lontano anni luce

È una sconfitta che fa male, che fa male, ma potrebbe sortire effetti positivi, specialmente se aiuterà a tornare coi piedi per terra. Non è tanto bizzarro che il Chievo, squadra oggi tra le prime in classifica ma non certo di alto bordo, batta il Napoli. Ci sta. È il modo con cui ha preso forma questa sconfitta che deve far riflettere Mazzarri, perché progressivamente, dal discreto avvio di campionato a Firenze, illuminato da qualche squarcio apprezzabile, si è passati ad un pareggio col Bari, a una scintillante vittoria in terra sampdoriana sino a questa sconfitta senza gioco in terra propria.
C’è un punto di non ritorno nella gara di ieri sera: la squadra, o meglio una parte di essa era confusa, superficiale nei momenti topici, inutilmente compassata. Non che abbia ceduto le armi agli avversari, perché Napoli e Chievo – quando hanno potuto – non se le sono di certo mandate a dire. È che trascorsi dieci minuti di gioco gli azzurri devono aver pensato che il risultato (1-0, gol di Cannavaro) fosse stato già conseguito: bastava difenderlo. E invece lo hanno difeso male, con affanno, con troppi giocatori al di sotto della sufficienza. Nessuno predica l’obbligo della goleada, tutt’altro; però un gruppo forte e fiero quel vantaggio lo avrebbe saputo sfruttare. Non si sarebbe limitato a lasciare poi l’iniziativa agli altri. I veneti – di rimando – hanno condotto il gioco con un approccio molto fisico, ma non privo di schemi efficaci.
La retroguardia del Napoli è andata in affanno perché il centrocampo non ha mai saputo proteggerla adeguatamente. Come si temeva, in assenza di difensori veloci e abili nell’anticipo (ma perché Santacroce finisce quasi sempre o in panchina oppure in tribuna?), né Grava né Campagnaro hanno mostrato disinvoltura nella marcatura: valgano a riprova l’errore di quest’ultimo sul primo gol di Pellissier che, defilato, gli ha soffiato il tempo e il pessimo piazzamento dell’intero reparto sull’1-2. Non è agevole affrancarsi dagli ultimi venti metri quando la manovra si riduce a scaraventare il pallone da qualche parte, il più lontano possibile, senza una cabina di regia: così, purtroppo, è apparsa ieri la formazione azzurra che sembrava sfuggita dalle mani di Mazzarri.
Manca, adesso, l’agio per compiere esperimenti, ma una chance per riscattarsi è prossima: domenica si gioca a Cesena, in una partita all’ora di pranzo contro un’altra avversaria tanto «piccola» quanto combattiva. Finora, il Napoli la voce grossa l’ha fatta solo con la Sampdoria e quindi farà bene a non distrarsi e a darsi più tono. Solo così il rovescio col Chievo sarà servito a crescere.
<strong>di Toni Iavarone (da Il Mattino)</strong>

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