Lo smantellamento
dell’epoca Marino

Devo dire che questo passo del Napoli sul mercato non mi dispiace. La strategia è cambiata radicalmente. Gli anni scorsi gli acquisti erano tutti stra-annunciati, c’era un grande feeling tra il direttore Marino e la stampa tutta che strombazzava a ogni nuovo arrivo. Come accadde lo scorso anno. Di fatto quella campagna acquisti è stata sbugiardata dodici mesi dopo. Cigarini è stato in pratica svenduto al Siviglia. Quagliarella non è stato ufficialmente messo sul mercato, però, probabilmente, se non ci fosse stato quel secondo tempo contro la Slovacchia ai Mondiali sarebbe stato messo nella lista dei partenti. Nel corso degli anni si sono rivelati acquisti sbagliati quelli di Mannini, Navarro, Datolo, Rinaudo, Denis, forse persino Santacroce. Insomma, di soldi il buon Aurelio ne ha gettati.
Il repulisti post-Marino viene portato avanti quasi con metodo scientifico dalla società e non è affatto un male, secondo me. Così come è apprezzabile questa strategia del silenzio, rotta solo da Sky a poche ore dalla conclusione dell’affare com’è accaduto con Cavani. Sono certo che tecnico e società hanno in serbo qualche altro colpo. E stanno aspettando il momento giusto. Segno che i piani sono chiari. L’unica mia perplessità è che si tratti di una squadra che può giocare solo con Mazzarri. Però l’allenatore è lui e scommettere ciecamente sul tecnico è un segno di fiducia e coesione mica da ridere.
<strong>Massimiliano Gallo</strong>

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