Te Maximum Gallicum
Rabdomante e cronista

Non avrei mai pensato di utilizzare l’acronimo della nostra “lucida follia”, una preziosa  ragione sociale di  identità e passione, per augurare salute, successi e felicità, nientemeno che ad un <em>periodista </em>. Ma come si dice, mai dire mai, e così, dopo aver conosciuto Massimiliano, le poche certezze che mi erano rimaste nella vita si sono assottigliate ancor di più. Huizinga scrisse : “<em>quando il gioco origina bellezza, implicito è il suo valore per la cultura</em>”.  Mutuando la sua intuizione si potrebbe dire: quando l’amore per il calcio origina una intensa patologia  collettiva,  trasversale, ironica ed intelligente, implicito è il suo valore per chi si occupa di comunicazione. Forse per questo, da  20 anni, noi del Te Diegum siamo stati per i media una  “risorsa”  da utilizzare, ogni volta che Diego, per qualsiasi ragione, abbia  fatto parlare di sé. Una specie di  riserva indiana per arricchire le “batterie” di giornalisti senza fantasia. Sempre domande spocchiose, prevedibili  e dementi, ma con l’insopportabile  rispetto formale che si deve a delle persone stimate. Poi sei arrivato tu Maximum, più rabdomante che cronista, diretto ed incuriosito.  Nessuno aveva capito prima di te che  non facevamo finta, non eravamo degli scapocchioni  presenzialisti, ma veri  malati inossidabili. Dei mister Jekyll di curva A, che prima della interminabile eiaculazione maradoniana  degli anni 90, si erano eccitati persino per Fraschini, Ronzon, Canzi, Improta, Musella, Pin, Boccolini, Agostinelli, Criscimanni, Casale. Onesti lavoratori del pallone che avevano formato e plasmato negli anni il nostro DNA, numero 10 come gene dominante. Sono convinto che pure tu, hai passato nottate estive a rincorrere sogni di calciomercato  all’edicola di via Roma, fino all’arrivo delle prime edizioni dei giornali. Perché sì guaglione, ma fino ad un certo punto. Ci hai sgamato perché sei come noi,  stessa pasta, con un poco di sofferenze in meno . Insomma un giornalista per caso, e per questo un giornalista di razza! Presto cambierai idea anche su Lavezzi e sarai quasi perfetto. Con il Napolista hai fatto come gli psicanalisti freudiani che ti fanno sdraiare e si fanno raccontare senza freni, né inibizioni. E così ognuno di noi  sta mettendo fuori, senza falsi pudori,  la sua “malattia”. Linguaggi originali, sensibilità intense. Opinioni e punti di vista diversi, a volte  decisamente  discordanti, ma sempre confrontati con ironia e grande libertà , e  di questi tempi non mi sembra poco. Altro che blog, hai creato un mostro, un geniale e colto psicodramma collettivo. Hai messo una calamita nei nostri computer che ci impone un clik napolista per lo meno tre volte al giorno. Più che meritato quindi  un <em>te deum </em>personalizzato, ma adesso viene il difficile. Fino a questo punto hai avuto diritto al trattamento De Laurentis, quello della promozione in serie A. Tutti grati e riconoscenti per la straordinaria intuizione e per la sua realizzazione. Ora però ci devi portare in champions e non ti serve neanche un centravanti da doppia cifra, perché la squadra ce l’hai, insomma sei <em>Gallum</em> ma non sulla <em>monnezzam</em>, tutt’altro. Disponi di difesa solida, centrocampo di quantità e qualità ed un paio di punte sopraffine. Non hai alibi di bilancio perché il nostro mecenatismo rasenta la follia. Continua a farci sognare e vedrai che pure il direttore Polito diventerà un Napolista doc. Buona vita capitano ! <strong>Claudio Botti</strong> <strong><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-7939" height="800" src="https://www.ilnapolista.it/media/upload/botti-gallo-1.jpg" title="botti-gallo" width="531" /> </strong>

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