Dopo il bomber Dio mandi uomini per Napoli

<em>«Dio mi h a mandato a Napoli»: ha detto il calciatore Edinson Cavani in procinto di spostarsi tra noi dalla natia Montevideo per rafforzare la squadra di De Laurentiis. Lui ci crede. La fede è forza. Chissà che quest’arrivo, se voluto dall’Alto, sia propizio a uno scudetto. Forse un segno che, almeno lassù, qualcuno ci ama. Di benevolenza divina si ha sempre bisogno. Più che mai in questo periodo se ne avverte necessità dalle nostre parti. L’aria è mefitica, non solo per la bolla d’afa sahariana. Regione Campania, comune capoluogo, provincia di Caserta, piccoli e grandi municipi: la politica annaspa tra beghe e veleni, dossier e intercettazioni. Come dicono gli americani shit in the fan; quando si butta roba fetida nel ventilatore gli schizzi colpiscono dappertutto. Ci rallegriamo se da lassù ci viene mandato un bravo centravanti. È possibile impetrare altri arrivi? Nelle amministrazioni locali, nelle imprese pubbliche e private? Personaggi che restituiscano fiducia nelle istituzioni e stimolino l’economia. Al Nord considerano il Sud una palla al piede dell’Italia. Massimo Lo Cicero scrive di un «Sud a perdere». Barattolo vuoto di classe dirigente a livello europeo, ma pieno di gente di malaffare: camorra e simili. Il ministro Maroni vorrebbe spedirci qualche sindaco leghista che dia buon esempio. Un sarcasmo che non ci rallegra, anche se gli siamo grati per l’impegno che mostra, assieme a forze di polizia e magistratura, nel contenere l’espansione camorristica arrestando malavitosi e sequestrandone i beni. Delle colpe di amministratori incapaci o, peggio, collusi, pur indirettamente, quali cittadini elettori, siamo corresponsabili. Vale l’attenuante di sistemi elettorali che ci limitano nelle scelte: a destra, sinistra o centro si votano blocchi di nomi voluti dai partiti. Prendere o lasciare. Ha ragione Ruggiero Guarini quando su questo giornale scrive che non è giusto rimpiangere quella «Prima Repubblica» in cui partiti, partitini e organizzazioni collaterali come una piovra succhiavano denari pubblici e privati per alimentare due milioni e mezzo di persone. Non sono un politologo; ma da quanto emerge dalle cronache mi pare che nel sistema odierno, pur alleggerito delle federazioni, sezioni e cellule di cui parla Guarini, altri modi sono stati trovati per alimentare con denari pubblici legioni di professionisti della politica e galoppini elettorali. Al centro, così come nelle più remote periferie comunali e provinciali. Ho letto di due ingegneri salernitani esperti di elettronica che hanno creato un videogioco attraverso il quale, sul proprio computer, ci si può immergere in avventurosi percorsi tra Capri e Anacapri. Vorrei stimolarne la fantasia affinché mettano a punto un videogioco a scala dell’intera regione: un percorso che, pur tra ostacoli e insidie, ci conduca verso una realtà di Napoli e della Campania dove tutto sia divenuto ordinato, rassicurante, piacevole. Una realtà soltanto virtuale, ahinoi. Ma almeno questo, in attesa che da lassù, assieme al calciatore Cavani, ci si mandi chi possa dare concretezza al sogno.
di Ernesto Mazzetti (dal Corriere del Mezzogiorno)</em>

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