Una disfatta firmata Lippi
Che finisce come Domenech

E’ finita, si va casa. L’Italia perde 3-2 contro la Slovacchia ed esce al primo turno. Non capitava dal 1974. Giusto per il calcio espresso. Non solo al Mondiale ma anche durante le qualificazioni. Oggi è sin troppo facile sparare su Lippi, ma resta il principale responsabile di questa disfatta. Del resto, lo ha voluto lui. Fu il protagonista quattro anni fa, in Germania, in positivo. E lo è oggi, in negativo. Lo ha ammesso in conferenza stampa: “mi prendo tutte le responsabilità”. Non è un caso se l’ultima occasione è capitata sul piede di Pepe. E se prendi un gol, il terzo, come a un torneo scolastico. Se tieni a casa il talento e porti la fedeltà, la paghi. E’ un problema di questo Paese, non solo della Nazionale. E poi quanta arroganza, quelle battute sul carro dei vincitori, questa Nazionale come se fosse di sua proprietà. Del resto lo ha detto lui stesso, non pensava che l’Italia andasse così male.
In tre partite abbiamo giocato sì e no meta secondo tempo contro la Slovacchia di Hamsik. Dispiace. Ma è il risultato di una scelta sbagliata due anni fa. E porta la firma del presidente della Federcalcio Abete che chiamò Lippi quando Donadoni non era stato ancora eliminato nei quarti dalla Spagna ai calci di rigore. Non è una difesa di Donadoni, per carità. Ma richiamare Lippi fu una scelta precisa. Ovvio che il ct si affidasse alla vecchia guardia. Non poteva essere lui l’artefice del rinnovamento. Ne ha commessi di errori, certo, però ci ha messo la faccia fino all’ultimo. E’ annegato col suo capitano, Fabio Cannavaro. Oggi Lippi va via senza stringere la mano all’allenatore avversario. Come Domenech. L’Italia come la Francia. Le finaliste di quattro anni fa eliminate al primo turno. Noi siamo finiti ultimi nel nostro girone con Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda.
Usciamo meritatamente. Un’ultima osservazione, questa da napolista. In 45 minuti Quagliarella ha dimostrato che Lippi ha sbagliato a tenerlo fuori per gli altri 225. Ha segnato un gol, uno gliel’hanno annullato, un altro gliel’hanno salvato sulla linea e Di Natale ha segnato su una respinta del portiere al tiro di Fabio. Peccato. E secondo me dimostra che anche Lippi è stato poco lucido. Quattro anni fa non avrebbe mai sbagliato una scelta. Stavolta lo ha fatto, e non solo nelle convocazioni.
Massimiliano Gallo

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