Tra Quaglia e il Pocho
Mazzarri ha già scelto

Il Napolista langue, avete ragione. Ma temiamo di essere ripetitivi. De Laurentiis, se ho capito bene, è stato intervistato da un sito fiorentino e ha dichiarato che adesso sta pensando al cinema e che il mercato comincerà a luglio. La priorità, a leggere i quotidiani, è vendere.
E a questo punto dovremmo parlare di Quagliarella. C’è la maxi-offerta del Rubin: 22 o 25 milioni di euro. E anche qui sarei costretto a ripetermi. Come spiega Paolo Carafa, qui accanto, Mazzarri è stato chiaro: uno tra Fabio e il Pocho è di troppo, anzi lui ha fatto capire chiaramente che tra i due preferisce l’argentino, e a questo punto mi pare che la società si sia adeguata. Anche giustamente, volendo. Poi dovrei aggiungere che uno ha mercato e l’altro no, ma Lavezzi è un intoccabile. Non ci sono le minime condizioni per cederlo. Casomai ce ne fosse stato bisogno, me ne sono accorto alla cena napolista. Quando, al minimo accenno antilavezziano, l’avvocato Botti si è girato semidisgustato accennando a un ampio gesto col braccio, il professor Clemente ha rivolto lo sguardo all’altro tavolo come a dire “ma chi ci avete messo vicino?”, e gli altri mi hanno guardato come si fa con un folle. Quindi mi ritiro in buon ordine e non insisto. Sono talmente tanti i lavezziani, vuol dire che hanno ragione loro. Ma sto meditando di proporre a Colonnese o a Pironti un libro dal titolo “Lavezzi simbolo della napoletanità più retriva”. E poi non torno più in città.
Di che altro devo parlare? Di Diego? Lo abbiamo fatto a sufficienza. Lo abbiamo difeso da tutto e da tutti e stiamo lì come i romanisti: “non succede, ma se succede…”. Che altro dire? Pare che Fred non arrivi più e io non mi metto a piangere. La trattativa per Gilardino forse c’è e non sarebbe male. Insomma, aspettiamo.
Massimiliano Gallo

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