Ho Diego nel cuore
ma che giocatore Salcido

I have a dream: Salcido. Nel senso del numero tre messicano che ieri sera in campo è stato il giocatore che più ha impressionato. E lo dico avendo Borges e Diego nel cuore. La Salcidomania è scoppiata stamattina in riunione di redazione. Io che da ex trotzkista ho un rapporto ambivalente con il Messico, ho fatto il mio outing per il tricolor Salcido. Mentre Gallo leggeva assorto i giornali e si è ridestato solo per rivendicare il diritto al sesso del premier (a proposito delle ultime news sul fronte donne del Cavaliere) sia il direttore Polito (interista) sia il caposervizio degli Esteri Spinola (juventino) si sono lanciati in entusiasmanti peana per il terzino che ieri non solo ha dimostrato di fare sgroppate su sgroppate sulla sua fascia ma anche di avere un tiro preciso e potente. Classe 1980 (non proprio di primo pelo), Salcido gioca nel Psv Eindovhen, in Olanda. Una meteora dovuta all’apposita preparazione per i mondiali o un giocatore da tenere sott’occhio? Che la discussione su Argentina-Messico sia stata monopolizzata da Salcido è il segno però che nell’albiceleste c’è qualcosa che non va. La squadra di Maradona è un’allegra brigata anarchica che basa la sua forza (enorme e unica in questo mondiale) sui suoi talenti offensivi. Basteranno? Sinora i fatti hanno dato ragione a Diego ma ieri il Messico, con la sua organizzazione di gioco, ha fatto una partenza bruciante e sfiorato due volte il gol nei primi minuti. Poi la svista arbitrale di Rosetti che ha cambiato la partita. L’Argentina si è presentata lenta e sorniona allo stesso tempo salvo poi imprimere devastanti accelerazioni. Senza però avere un embrione di gioco. Lo so. La stessa accusa era rivolta a Ottavio Bianchi. Ma lui, Maradona, ce l’aveva in campo, non in panchina. Speriamo bene per la Germania. <strong>Fabrizio d’Esposito</strong><em> </em>

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