Tifo Walter ma rifletto
Delio Rossi era meglio?

Adesso che la certezza dell’Europa è matematica, adesso che la tensione può abbassarsi un po’ per lasciare spazio alla freddezza e ragionare così sul futuro, adesso che fa caldo e a Roma c’è un silenzio magico, consentitemi di fare una domanda provocatoria: “E se avessimo preso Delio Rossi al posto di Mazzarri?”. L’interrogativo sorge, anzi sgorga spontaneo guardando dal sesto gradino le due squadre che ci stanno davanti: il Palermo, appunto, di Delio Rossi e la Sampdoria, che ha Delneri proprio al posto del nostro Walter. Insomma due mezze sconfitte per noi, inquadrate in tale contesto, ma che possono aiutarci a ragionare costruttivamente sui limiti di Mazzarri. Il primo è stato sviscerato dal Napolista già da tempo: l’allenatore azzurro non conosce la parola autocritica e ricorre sovente alla sfortuna per giustificare i passi falsi. Il secondo: coi mesi, dopo la cavalcata incredibile dell’andata quando ha indovinato tutto, Mazzarri è piano piano caduto nell’errore del suo predecessore Reja: si è messo il paraocchi e ha iniziato a non “vedere” più tutta la rosa a sua disposizione. L’unico scampato è stato Zuniga, è vero. Ma Cigarini? Hoffer? E perché non dare spazio anche a qualche giovane della primavera? Le prestazioni del girone di ritorno avrebbero infatti consentito una variazione continua di modulo e giocatori. Invece, la rosa si è ristretta e Mazzarri è diventato scontato. Non solo. I cambi scontati non sempre sono stati azzeccati. Bogliacino, per esempio. Contro il Cagliari, pur vantando un rigore procurato ma non dato, l’onesto uruguayano non ha dato alcun valore aggiunto al gioco e l’errore si stava ripetendo anche ieri. Per fortuna, diciamo così, il Chievo ha pareggiato e Walter ha rinunciato a sostituire Denis con Bogliacino. Si obietterà: ma Mazzarri non vuole il regista, piuttosto due mediani di quantità. D’accordo. Questo però fa tracimare, come al solito, Gargano che si muove sempre sul confine sottile tra interdizione e regia, aumentando così lo score dei palloni persi e alimentando un altro equivoco tattico del Napoli. Infine, un dettaglio che mi ha colpito durante Napoli-Cagliari, vedendo la partita dalla tribuna. Mazzarri è troppo emotivo e decide a caldo. Lo ha fatto quando ha sostituito Lavezzi e poi Aronica. L’allenatore ha deciso i cambi sulla base di due errori. Due palloni persi dal Pocho e dal difensore. In entrambe le occasioni si è girato verso la panchina e ha urlato qualcosa. Dopo qualche minuto le sostituzioni. Detto tutto questo, mi auguro che Mazzarri rimanga a Napoli e riesca a trovare un’intesa con il presidente sulla campagna acquisti. Non sarà facile. Anche perché De Laurentiis cambia spesso opinione sugli obiettivi. Prima voleva la Champions poi ha fatto marcia indietro. Adesso si accontenta dell’Europa League e non è chiaro, per lui, che valore ha il campionato italiano. Fabrizio d’Esposito

ilnapolista © riproduzione riservata