Mourinho è come Diego
Sgradito al presidente

Se Max Gallo non esistesse dovrebbero inventarlo, è un vero malato di quel calcio che entusiasma e fa sognare, un napolista doc. Anche a me già manca Mourinho, uno degli ultimi grandi personaggi di un calcio omologato, convenzionale ed ambiguo, pieno di ipocriti e di opportunisti. Un mondo maleodorante dall’apparenza dorata, decantato solo dai tanti finti giornalisti, in realtà, corifei appiattiti e servili, che affollano conferenze stampa inutili e preconfezionate. Le nostre domeniche prive di grandi personalità, di quelle che non  le mandano a dire, scomode, polemiche e ingestibili ma capaci di fare gruppo, motivare e unire, diventerebbero come una minestra senza sale. Come dimenticare Maradona, al di là della immensa grandezza in campo, coraggioso e temerario, con le sue polemiche, e le sue energiche prese di posizione, mai autoreferenziali, ma sempre fatte in nome e per conto di una squadra e di una città trattate da tutti con insofferenza o paternalismo. E quel suo atteggiamento, proprio come oggi ha fatto il Mou con l’Inter, ci ha aiutato a vincere  mentre Berlusconi cominciava a far danni anche nel mondo calcio, catapultando alla ribalta il suo Gianni Letta pallonaro, quell’insopportabile Arrigo Sacchi, profeta di un calcio appiattito e noioso, che negava l’estro e la fantasia dei singoli con  un collettivismo muscolare e maniacale. Le squadre senza un leader, in campo o fuori, prive di  carisma, fantasia e grandi individualità, qualche volta possono anche essere vincenti ma rimangono anonime e noiose, senza anima insomma! Anche il nostro De Laurentiis non perde occasione per esaltare il suo “progetto” che non prevede  grandi individualità ma anonimi collettivi. Se lo fa per risparmiare e far quadrare i bilanci, niente da dire, ma non mistifichi però, facendoci credere che la scelta di formare una squadra composta di 11 soldatini, senza generali, sia una filosofia calcistica giusta e proficua, soprattutto se si tratta di un gruppo giovane, inesperto e senza carattere. Il tifoso è carnale e sognatore ed ha bisogno di qualcuno capace di dare corpo, faccia e odore alla sua passione, non lo dimentichi presidente. Claudio Botti

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