Mazzarri non parla,
Aurelio non risponde

Vabbè, a questo punto mi pare chiaro che Luca Toni non è un nome che fa impazzire la piazza napoletana. I contrari e gli scettici, almeno a leggere il Napolista (e non solo), mi sembrano più numerosi degli entusiasti e dei pur tiepidi favorevoli. A me Toni non entusiasma. Per una serie di motivi: innanzitutto perché è a fine carriera e io non sopporto che il Napoli diventi una sorta di cimitero degli elefanti; e poi perché è fragile: col fisico possente che si ritrova, è soggetto a continui infortuni: non reggerebbe il peso di una stagione intera.
Però, devo dire anche un’altra cosa. Elementare. Per me Toni è più forte di Denis. Su questo non ho dubbi. Sarebbe un giocatore in grado comunque di farsi sentire in area di rigore e se ci andasse bene potrebbe persino segnare quindici gol in serie A. Però, mi chiedo una cosa: se il Napoli tratta l’acquisto di un calciatore che guadagna sei milioni di euro all’anno, a questo punto perché non prendere Trezeguet? Costa di meno, 4,5 milioni l’anno il suo ingaggio, mi sembra fisicamente più integro e, soprattutto, ogni tre palle una la butta dentro. E’ un fatto matematico, direbbero quelli della pubblicità.
L’ho buttata là. In realtà chiedo altro. Vorrei capire quale sia il progetto societario e quale sarà l’impianto di gioco del Napoli. Vorrei capire che cosa intende fare De Laurentiis sul monte ingaggi e sui diritti d’immagine. Vorrei sapere o comunque riuscire a intuire da Mazzarri come possa giocare il Napoli il prossimo anno. Che cosa ci serve? Un centravanti di manovra o uno che la butti dentro e basta? Giocheremo col tridente, o continueremo con le due punte? Nel primo caso venderemo Hamsik (ipotesi che purtroppo considero molto probabile)? Nel secondo chi andrà fuori, Quagliarella o Lavezzi? O sarà turnover? Questo vorrei capire. Su questi fronti, invece, tutto tace. E noi, per ora, restiamo alle chiacchiere da bar. Nobili, per carità. Ma non vorrei che ci svegliassimo alla fine del mercato pensando che il prossimo sarà l’anno buono del nostro German Denis.
Massimiliano Gallo

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