Diritti d’immagine, che intenzioni ha Aurelio?

Mi sa che sui diritti d’immagine ci sarà parecchio da discutere. Fabio Quagliarella ha dovuto rinunciare alla presentazione della sua barca al porto di Marina di Stabia, prevista per oggi pomeriggio alle tre. Il Napoli gli ha ricordato che l’attaccante ha ceduto i diritti d’immagine alla società e che quindi può partecipare solo ad avvenimenti legati ad attività di marketing o sponsorizzazioni del club. 
Fin qui la cronaca, che abbiamo letto stamattina sui quotidiani napoletani. Lungi da noi voler fare rivendicazioni sindacali per Quagliarella o altri calciatori. Credo che ci siano diritti del lavoro ben più calpestati. La questione è un’altra. L’assoluta originalità del contratto che lega i giocatori (dipendenti nell’ottica di De Laurentiis) al Napoli. Grazie ai diritti d’immagine, un calciatore raddoppia se non triplica i propri guadagni. Oggi è probabilmente la fonte principale del loro già considerevole reddito. Una clausola che comincia a essere selettiva (oltre al tetto ingaggi): accettano di venire a giocare a Napoli soltanto i giocatori che ancora non si pongono il problema, che ancora non sono appetiti dagli sponsor. I campioni, i giocatori noti, ovviamente non hanno alcuna intenzione di rinunciare di regalare alla società i proventi della loro immagine.
Che succederà? Già Hamsik ha posto il problema nei giorni scorsi in vista dell’allungamento del suo contratto. Quest’estate abbiamo rischiato di perdere De Sanctis. Chissà se le voci di mercato su Quagliarella non siano legate proprio a questo. Quali intenzioni ha De Laurentiis? Perseverare o allentare? E dal punto di vista contrattuale, quali sono le ragioni degli uni e degli altri?
Massimiliano Gallo

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