Ma perché Inler?
Cigarini è jucatore ‘o vero

Dico una cosa, semplice semplice. Io lo scambio Cigarini-Inler, magari dando persino qualche euro all’Udinese (lo valutano 15 milioni di euro, bah!), non lo farei mai. E spero vivamente che la prossima campagna acquisti del Napoli non sia ancora una volta una manna per le altre società. Poi succederà che verrà Inler e si rivelerà un fuoriclasse. Ma per me l’utilizzo col contagocce di Cigarini resta un mistero. E non solo perché è un patrimonio della società (è stato pagato dodici milioni di euro), ma perché, come diciamo noi, è jucatore, jucatore ‘o vero.
Del resto, uno che si assume il rischio di provare un tiro al volo di sinistro da fuori area con palla che scende a candela, quando lo stadio mormora a ogni suo intervento e siamo sotto due a zero, per me è jucatore. Se poi quel pallone lo metti all’incrocio dei pali e la squadra avversaria si chiama Milan, allora il quadro è completo. Lo so, parlo di Cigarini come se stessi parlando di Antognoni. Ma ho da sempre un debole per chi a pallone sa giocare. Per chi non butta via la palla se può darla a un compagno, per chi sa già a chi la deve passare senza aver bisogno di guardare. Per chi, come a Livorno, gioca di prima una signora partita.
Insomma, perché non puntare su di lui? Chi dice che non possa diventare un nuovo Palombo? Ovviamente Mazzarri ne sa più di me e avrà le sue buone ragioni, però io quando vedo Cigarini in campo mi diverto di più. Mi ricorda che il calcio è anche tecnica e stile, non solo corsa e forza fisica. Con buona pace di Pazienza, che ha giocato un gran campionato.
Massimiliano Gallo

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