Ho tifato Roma, Radu un eroe

Va bene, lo ammetto, una volta superato lo scoglio barese, sono stata combattuta fino alla fine: Roma o Lazio? Questo il dilemma. Affettivamente stavo con il “sanguigno a modo suo” Reja, per un debito di riconoscenza perché ci ha tirati fuori dall’inferno della C e perché la compostezza eccessiva di Ranieri mi fa dare di matto, ma lo scudetto è roba seria e non può essere di nuovo appannaggio di una squadra del Nord, soprattutto se per Nord si intende Milano: mi rifiuto, piuttosto espatrio. Inoltre, già venerdì avevo tifato per l’Inter dell’odiosissimo Mourinho per andare contro la Juve in Europa e il mio Dna mi impedisce di tifare Inter due volte in una settimana. Perciò il gioco è stato semplice, obbligato: domenica, a casa mia, si è tifato giallorosso, con buona pace dei napolisti esuli.
La vittoria della Roma ha reso superba una domenica già buona. Anche perché la Roma che vince senza i due romani, Totti e De Rossi, mette ancora più allegria: ma voi immaginate quanto hanno rosicato, in panchina, quei due? E il pollice verso del gladiatore Totti, poi, mi ha fatta incazzare. Ecco perché sono contenta che il giudice sportivo non abbia sanzionato l’unico vero eroe della partita: Stefan Radu. Perché vittoria della Roma sì, corsa allo scudetto riaperta pure, Inter sotto di un punto è una gioia, ma lo sgambetto di Radu su Perrotta è una liberazione per tutti quelli che, come me, si sono solo turati il naso…
Ilaria Puglia

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