Lionel non sei scugnizzo
ma la colpa non è tua

Caro Lionel, era da un po’ di tempo che volevo dirtelo, nell’ultimo periodo t’ho visto fare cose straordinarie: quattro bellissimi gol in coppa, un altro di destro che ha zittito il Bernabeu, punizioni al bacio, lanci millimetrici, colpi di tacco ed acrobazie alla velocità del suono. Ogni domenica che passa sei sempre più presente e non ti stanchi di dispensare assist ai compagni e creare altre cento, mille diavolerie. Così piccolo e ti temono. Contini ci ha anche confidato che a causa dei tuoi cambi di direzione repentini ha dovuto prendere le novalgine dopo la partita col Saragozza. Sei diventato davvero un fenomeno. Di sicuro finirai in qualche presepe in qualche bazar della Rambla o a San Gregorio Armeno e per la tua figurina, i ragazzini faranno a capelli e per scambiarla ne pretenderanno altre 100.  Troverò il tuo nome scritto a caratteri cubitali sui muri e per strada la tua gigantografia mi guarderà sorridendo da un grattacielo di 70 piani mentre cercherà di indurmi ad acquistare orologi di dubbio gusto. Dalle tue parti, c’è già chi ti sta chiamando il Messia.
Un giorno vincerai tutto. Verrai dichiarato a furor di popolo “il più forte del mondo”. Scarterai una squadra intera come birilli. A centrocampo, ricevuto un pallone in orizzontale, con uno stop a seguire ti vedrò superare due avversari increduli e fuori tempo, poi, una piroetta, un tunnel e lesto,  ti infilerai in mezzo ad altri due difensori incollati, entrerai in area e con un pallonetto beffardo pietrificherai il portiere in uscita.
La folla impazzirà, i compagni ti abbracceranno e tutto lo stadio inneggerà il tuo nome. Alzerai coppe, vincerai scudetti e scarpe d’oro. Scriverai la storia.
Sì, sì, questo sarà il tuo destino.
Ma ricorda, il giorno in cui capiterà tutto ciò, ci sarà un piccolo dettaglio che non riempirà quello spazio incolmabile …
…non vincerai mai un mondiale con una squadra di scarpari, non vincerai mai in un posto dove non si è mai vinto e a Capodanno non scoppierà mai “‘o pallone d’a pulce”. Non hai colpe, caro Lionel, ma non sei nato scugnizzo…
…ieri avresti dovuto esserlo.
<strong>Gianluigi Trapani</strong>

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