Lavezzi show, se quarti
mi fidanzo con Rinaudo

Gli occhi diventano lucidi ascoltando le testimonianze della mamma Dora, della sorella Valeria e del fratello Diego. Brillano ascoltando i tamburi dei tifosi del Coronel Aguirre, la sua prima squadra. Si illuminano di fronte al sorriso dei bambini dell’Asociacion Ninos del sur che sostiene. Ezequiel Lavezzi a trecentosessanta gradi ieri durante “E’ sempre Calcio mercato” lo speciale di Sky dedicato all’attaccante argentino. Famiglia poverissima da Villa Gobernador Gálvez, settantamila abitanti, provincia di santa Fe. “A mio figlio – dice Lavezzi – cerco di far capire che lui ha tutto ma c’è gente che non ha nulla. Ho avuto lo stesso tipo di difficoltà quando ero piccolo e non so dove sarei andato a finire se non avessi fatto il calciatore”. Le immagini dei suoi gol con l’Estudiantes in serie C, il racconto di quando il Boca lo scaricò e lui voleva smettere di giocare a calcio, ed anche la rivelazione che svela finalmente il perché del soprannome: “Ezequiel – racconta mamma Dora – da piccolo aveva un cane, si chiamava pocholo e lo seguiva dappertutto per non farlo scappare. I suoi amici lo prendevano in giro e da qui è arrivato il nome Pocho”. A Napoli il Pocho vuole legarsi ancora per tanto tempo. “Mi avevano offerto quattro volte di firmare il rinnovo. Ma per me non è mai stata una questione di soldi. Con De Laurentiis è tutto chiarito. E’ un presidente esigente perché investe molto e vuole vedere ripagati i suoi sforzi”. A svelare il motivo di tante incomprensioni è lo stesso De Laurentiis. “La società non è stata sufficientemente vicina a questo ragazzo – dice –  Se tutto viene filtrato tra direttori sportivi o direttori generali e procuratori, si va incontro a delle contraddizioni che poi non portano molto lontano. A un certo punto io ho chiesto chiarezza e ora è tutto diverso”. De Laurentiis rivela anche l’esistenza di una clausola rescissoria, di trentacinque milioni di euro: “Si è stabilito un tetto d’offerta terza con determinate clausole messe a protezione sia sua che del nostro club”. Se Napoli ha scoperto un nuovo pocho è merito anche della ritrovata serenità familiare. “Mia moglie e mio figlio – dice – sono stati la cosa più importante della mia vita. Avevo fatto una scelta sbagliata e me ne sono reso conto”. Il rendimento in campo ne risente positivamente anche grazie all’ultima invenzione di Mazzarri, schierarlo da prima punta. “Mi trovo bene in questa posizione. I palloni davanti arrivano. Con Reja era un po’ più difficile perché ne arrivavano di meno”. Il futuro immediato è l’assalto alla Champions ed alla Nazionale. “Cos’è per me Maradona? Un idolo, anche se il mio giocatore di riferimento è sempre stato Caniggia. Per il Sudafrica siamo in sette per sei posti ma io rinuncerei volentieri alla convocazione per l’Argentina campione”. E se il Napoli andasse in Champions? Ci pensa un po’ e poi la spara: “Potrei fare la moglie di Rinaudo per una settimana”. Pronta arriva la replica telefonica del difensore azzurro: “Sono costretto a dare un po’ di spiegazioni a mia moglie, ma potrei accompagnarlo a fare un giro di campo se mette la parrucca”.
<strong>Gianluca Agata </strong>

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