A Salerno qualcuno aveva cominciato a credersi il Barcellona. Iervolino ha ceduto la Salernitana e li ha lasciati in Serie C

In tre anni, Iervolino ha cambiato dieci allenatori, cinque direttori tecnici, ha ricapitalizzato un paio di volte. Il sogno è durato poco, si è tornati in Serie C la casa naturale del club

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Ci Salerno 27/05/2023 - campionato di calcio serie A / Salernitana-Udinese / foto Carmelo Imbesi/Image Sport nella foto: Danilo Iervolino-Chiara Giugliano

A Salerno qualcuno aveva cominciato a credersi il Barcellona. Il presidente Iervolino lo ha capito, e ha ceduto la società. L’imprenditore di Palma Campania, subentrato al trust della discordia e succeduto a Lotito in Serie A, ha riportato i granata in Lega Pro in quattro anni, assestandoli nella categoria in cui hanno disputato più campionati nella loro ultracentenaria storia. Una piazza esigente quella granata: dopo l’episodico pareggio di Dia al Maradona, si sognava l’Europa League, e invece ci si è ritrovati in un paio di stagioni tra le curve della terza serie, dove oggi sono quarti nel girone C.

In tre anni, Iervolino ha cambiato dieci allenatori, cinque direttori tecnici, ha ricapitalizzato un paio di volte. Soldi, soldi, e risultati praticamente zero. Non si può dire, però, che non ci abbia provato. Anzi ha rischiato, e tanto, per una piazza che al netto della sua storia resta tra le più appassionate del Sud. Evidentemente però, i dissapori, le continue discrepanze tra i sogni dei tifosi e gli obiettivi reali della società, hanno reso inevitabile il divorzio. Qui, come spesso accade nel calcio meridionale, la passione brucia più della pazienza.

E dire che Iervolino era partito alla grande, regalando la figurina di Ribery: il francese campione del mondo ma a Salerno, a parte l’aura, non è riuscito a portare nemmeno un gol. Poi ci sono stati l’esuberante portiere messicano Ochoa, Ederson lanciato da Walter Sabatini e oggi all’Atalanta, e il già citato Dia che giochicchia a Roma sponda Lazio. Quest’anno, su insistenza del tifo granata, a gennaio ha portato Lescano fuori dai radar dell’Avellino in Serie B e mezzo Cerignola, per accontentare il mister Raffaele, poi esonerato e sostituito da Serse Cosmi. Insomma, Iervolino ci ha provato, davvero.

Ma quando si è reso conto che i suoi sforzi e le sue ambizioni erano su binari diversi dalle aspettative di una piazza tanto esigente quanto irragionevole, ha deciso di passare la mano. Come riportato anche sull’edizione del Corriere dello Sport, la società è starebbe passando nelle mani dell’imprenditore Ruffini. Qui il calcio resta imprevedibile: tentativi generosi, soldi spesi e promesse mantenute non sempre bastano. E quando una piazza vuole volare più in alto di quanto i piedi possano reggere, spesso l’unica opzione resta un arrivederci, amaro ma inevitabile. A Salerno sognavano l’Europa League, Iervolino invece credeva bastasse farla sopravvivere.

Scrittore, giornalista e autore teatrale, con una passione profonda per la musica e il calcio, tifoso del Napoli.

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