Hojlund, non cadere in tentazione con Yerry Mina e il suo trash talking
Venerdì il Napoli giocherà a Cagliari e il duello indirizzerà le sorti del match. Oggi il Pisa è rimasto in dieci, Durosinmi è caduto nella provocazione del colombiano

Dc Napoli 06/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Torino / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Rasmus Hojlund
Cancellate il risultato e la prestazione vista oggi a Pisa, cancellate pronostici favorevoli dettati dalla diversa caratura di Napoli e Cagliari: venerdì sarà una sfida ardua, su un campo ostico che profuma di pallone di vecchia provincia e che, tolto il romanticismo, non è nemmeno in perfette condizioni. Un campo che, come al solito, sarà intriso dall’odio calcistico messo in campo dai tifosi sardi, che da sempre caricano d’intensità un match che sentono più di ogni altro. Sarà dura, durissima, soprattutto considerando che ora la squadra di Pisacane è ferma a 30 punti e, dopo il 3‑1 di Pisa, avrà fame di rivincita.
Dunque, calma e gesso, come dicono i saggi. E di calma ce ne vorrà parecchia: i nostri dovranno avere la lucidità di non cadere in nessuna provocazione, di nessun tipo. Avete già capito, vero?
Il duello Mina-Hojlund
La chiave del match di venerdì sarà soprattutto il duello Yerry Mina‑Hojlund, con il danese che, come sempre, sarà la chiave per lo sviluppo del gioco di Conte, permettendo l’inserimento di ali e centrocampisti. Ma se a livello di stazza il problema si pone poco (Mina sarà pure grosso, ma Rasmus è un tronco di fattezze nordiche), diversa è la questione nervosa.
Trash-Talking: forma di comunicazione utilizzata in situazioni fortemente competitive, come gli eventi sportivi. In genere ha lo scopo di intimidire l’avversario o fargli perdere la calma (Wikipedia).
Ecco, Mina in questo non è un maestro, ma un professore con tanto di dottorato e pubblicazioni scientifiche. Ma il colombiano non si è mai limitato alle parole: spintoni a palla lontana, pizzicotti, tirate di maglia, gomitate… tutto fa brodo. Tutti questi gesti, attuati con malizia, sono ovviamente “legali” perché inseriti in un contesto di marcatura sull’attaccante avversario. Il termine tecnico è “ammacchiati”, proprio con la volontà di scatenare una reazione nervosa. Ultimo esempio? Proprio oggi, Pisa‑Cagliari, con Durosinmi del Pisa che perde la testa sulla marcatura di Mina e gli rifila un calcio. Certo, i calciatori sono professionisti e non devono reagire, ma sono anche esseri umani e, in un contesto di furia agonistica, perdere la testa è un attimo.
Rasmus, non caderci
Ora torniamo a noi: Hojlund è tanto forte quanto nervoso di carattere; dove credete che andrà a fare leva il buon Yerry? Esatto. Conte, da buon lupo di mare qual è, dovrà insistere su questo aspetto: è fondamentale che Rasmus non cada nella tela che il calciatore colombiano sarà pronto a tessergli.
Su Mina non è che ci sia tanto da dire: è probabilmente il classico giocatore che ti esalta quando lo hai in squadra e ti fa diventare paonazzo quando lo hai contro. Alla fine, lo sport è anche questo. Per dirne una, Michael Jordan, probabilmente uno dei più grandi (il più grande?) sportivi della storia, era abilissimo nel trash talking.
Dunque, calma, che anche le tele più appiccicose si sciolgono.











