Sal Da Vinci come Mario Merola e Gigi D’Alessio: sceneggiata e matrimoni. La rivincita del lato B della canzone napoletana

La tradizione al potere conquista anche Sanremo. Fu Roberto De Simone a incoraggiarlo. Dopo "Rossetto e caffè" disse: "Fu mio figlio a convincermi a "sporcare" con il napoletano una canzone nata in italiano".

Sal Da Vinci

Sanremo (Im) 14/02/2025 - 75° Festival di Sanremo / foto Image nella foto: Sal Da VInci-The Kolors

Smoking, abito sobrio, camicia sartoriale. È Sal Da Vinci ma sembra di rivedere sul palco Mario Da Vinci, il padre, o anche Mario Merola, Pino Mauro e tutti gli altri protagonisti della canzone napoletana della prima ora, quella che i napoletani “veri” snobbavano relegandola a canzonetta di serie B dalla quale prendere anche un po’ le distanze. E quella canzonetta passando per Gigi D’Alessio (sul palco il figlio Lda) si è presa Sanremo. E’ alla grande.

Paola Pugliese, compagna di una vita, al cui amore è dedicata la canzone vincitrice di Sanremo, ha raccontato in una intervista il percorso della coppia alla fine degli anni Novanta, quando le case discografiche faticavano a scommettere su un artista legato alla tradizione della sceneggiata. “Fu proprio in quel periodo buio che arrivò la chiamata del maestro Roberto De Simone, e fu proprio Pugliese a incoraggiare con coraggio il marito. Il ricordo di quei giorni è molto commovente: “Volevamo farcela da soli, non chiedevamo aiuto a nessuno ma non avevamo nemmeno i soldi per comprare il latte per i figli”. Quello schietto ultimatum — “Cosa gli diamo da mangiare?” — spinse Sal ad accettare il ruolo ne L’opera buffa del giovedì santo, segnando l’inizio della sua risalita artistica”. (Gazetta dello sport)

C’è qualcosa di antico e modernissimo insieme in Sal Da Vinci. Antico come la sceneggiata, modernissimo come i numeri dello streaming. È l’erede di una tradizione e  un artista pop capace di trasformare una ballata d’amore in un fenomeno nazionale. Nasce a New York, classe 1969, nella Napoli degli emigrati con la E maiuscola, nel solco di Mario Da Vinci, al secolo Alfonso Sorrentino, gigante della sceneggiata napoletana. Il padre era in tour con Luciano Tajoli e Claudio Villa, la mamma Nina lo volle raggiungere quando era al settimo mese. Ed arriva Salvatore. Respira fin dall’infanzia tavole, canto, recitazione, sceneggiata, debutto a soli 7 anni sul palcoscenico.

Sal Da Vinci “faceva” i matrimoni, le comunioni, le sceneggiate come Caro papà e Senza mamma e senza padre, i film tipo Napoli storia d’amore e di vendetta di Mario Bianchi. Aveva 11 anni e aveva già fatto di tutto in quel mondo parallelo che è la canzone napoletana. “Sono neomelodico? Sì. Un mondo che mette insieme la tradizione e la post modernità. C’è chi disprezza il genere? Ho scritto per Ornella Vanoni e Renato Zero, sono stato in tour con il maestro Roberto De Simone, difficile sottovalutare personaggi così”. (Il Giornale). Nel 1982, la pubblicazione del primo album solista, “O’ Guappo ’Nnamurato”.

Partecipa a film come”Figlio mio sono innocente” di Carlo Caiano,”Napoli storia d’amor e di vendetta” di Mario Bianchi, fino a diventare protagonista, nel 1984, del film”Il motorino di Ninì Grassia”, ancora una volta al fianco di Mario Da Vinci, pellicola che vede anche nel cast Nunzio Gallo, Bianca Sollazzo e Lino Crispo. James Senese (“scrisse una canzone per me e lì capii di avere una voce”); Peppe Lanzetta, l’inizio di un percorso autonomo che non rinnegherà mai le radici. Molti lo ricordano anche al cinema accanto a Carlo Verdone in “Troppo forte” (1986), nei panni dello scugnizzo Capua.

“C’era una volta… Scugnizzi” diventa un cult del teatro italiano. Le case discografiche diffidano di un artista legato alla tradizione. Lui insiste. Arriva la chiamata del maestro Roberto De Simone e riparte la risalita. Nel 2009 conquista il terzo posto a Sanremo con “Non riesco a farti innamorare”. Nel 2004 la collaborazione con Gigi D’Alessio, Gigi Finizio e Lucio Dalla per “Napule”, brano inserito nell’album “Quanti amori” di D’Alessio.

Dopo le montagne russe di successi e insuccessi, a Sal Da Vinci la vita è cambiata con la canzone Rossetto e caffè che nel 2024, partendo da TikTok, è arrivata a sfiorare il mezzo miliardo di stream su tutte le piattaforme, da YouTube a Spotify. Napoli nel cuore: “Fu mio figlio a convincermi a “sporcare” con il napoletano una canzone nata in italiano”.

Prossimo appuntamento lo stadio. Un coro sicuramente è già pronto per la sua “Per sempre sì”

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