Attaccano Conte come attaccavano Maradona, siamo tornati al clima mediatico anti-Napoli del 1990
Al Nord di calcio ne capiscono e sanno che è lui il tesoro del Napoli, lui il valore aggiunto, lui il garante della competitività. E lo stanno accerchiando. Il Napoli ha subito undici rigori contro e si parla solo degli ultimi due a favore
Napoli's Italian coach Antonio Conte celebrates with his players after winning Italian Serie A football match between Napoli and Cagliari at the Diego Armando Maradona stadium in Naples on May 23, 2025. (Photo by Carlo Hermann / AFP)
Attaccano Conte come attaccavano Maradona, siamo tornati al clima mediatico anti-Napoli del 1990
“Al trentottesimo coglionazzo ed a 49 a 2 di punteggio Fantozzi incontrò lo sguardo di sua moglie”. Deve essere stato più o meno cosi per Antonio Conte il sentimento di frustrazione al mancato secondo giallo sanzionato dall’arbitro Manganiello nei confronti di Jacobo Ramon. E sempre pescando a piene mani dalle amare e veritiere commedie fantozziane: il leggero sospetto, diventato certezza all’ottavo rigore contro, dopo un blocco del mercato fatto ad hoc per il Napoli, che ci siano segnali inequivocabili dell’accerchiamento, arbitrale e mediatico, avverso il Napoli, è diventato certezza. Tanto più che gli ultimi due rigori ottenuti dal Napoli in campionato, hanno sollevato l’indignazione dell’intero arco giornalistico e costituzionale, a cui sono mancati soltanto il plastico di Cogne e un Porta a Porta edizione straordinaria. Sembra di essere tornati ai mesi di fuoco a cavallo del 1989 e 1990. Allora la battaglia era Sacchi contro un Maradona divenuto insopportabilmente vincente. Era la solita guerra Nord contro Sud. Due modi diversi di vivere il calcio e la vita, ed all’epoca, la politica. Rampanti socialisti craxiani al Nord e la vecchia e potente Balena bianca al sud.
Oggi è molto diverso. La politica è fuori da questi giochi. Rari gli endorsement ai neroazzurri della seconda carica dello Stato, politici napoletani con le loro eleganti grisaglie fanno da tappezzeria a Montecitorio e Palazzo Madama.
Oggi il Napoli non ha più Maradona. Ma c’è Antonio Conte. Detestato al pari del Maradona dell’epoca da giornalisti, opinionisti… ed arbitri, che lo stanno accerchiando, e di conseguenza accerchiano il Napoli. La verità come è che tutto l’ambiente Inter ha il terrore di Antonio Conte. È un trauma infantile che non riescono a superare. Nonostante lo scudetto vinto nel 2023-2024. Del resto se parlo e copro di ingiurie costantemente una persona è perché la temo, anche con nove punti di vantaggio. E ciò non fa altro che avvalorare la certezza, come diceva Bukowski relativamente al piacere che scopare il cervello delle donne è più appagante del corpo stesso, che Conte “scopa” il cervello dei giornalisti, opinionisti e tifosi di stampo interista, che parlano più di lui che di Christian Chivu. Non abbiamo mai vissuto di complottismo, retropensieri ed altro. Ma anche l’interpretazione “bizantina” della norma Uefa, recepita con modifiche dalla Figc, lascia perplessi.
Il Napoli non interverrà nelle sedi opportune. Non è abituato. Il costume societario è diverso. A parte le picaresche uscite del presidente, non ha mai ritenuto utile avere una figura all’interno del proprio organigramma societario, che pesasse tanto da farsi ascoltare. Per tanti anni ci si è preoccupati di smentire, via twitter, infondate voci di mercato provenienti da voci locali, ma non ha mai ritenuto opportuno curare il rapporto con Lega e Figc, spesso obiettivi delle tonanti dichiarazioni del presidente. I risultati si ottengono, tessendo in silenzio. Il Napoli o urla oppure sta zitto. In questo caso per non aggravare la situazione, mantenere il carro della qualificazione Champions per la scesa, suggerisce a tutti di essere più prudenti. La partecipazione alla Champions 26-27 è troppo importante per le casse del Napoli. Per cui l’obiettivo deve essere conseguito, senza improduttive distrazioni e sprechi di energia.
Certamente non possiamo imputare a Conte responsabilità eccessive per la mancata qualificazione alle semifinali di coppa Italia. Il Napoli ha gli uomini contati. La partita con il Como ha comunque mostrato una squadra in salute atletica e mentale, che ha certificato, sebbene non ve ne fosse bisogno, che la presenza di Scott McTominay è dirimente per il risultato e per l’avversario. La sua presenza domenica sera contro la Roma sarà decisiva per le sorti del Napoli. Chi più di Scott è decisivo per le sorti del Napoli, è il proprio allenatore. Forse per questo è odiato (anche a Napoli). Antonio Conte è una sfida continua. È un continuo stimolo a misurarsi con i propri limiti, e con le proprie ataviche paure. Portatore della fiamma e della fame della competitività che con il passare degli anni non vede attenuare la voglia di vincere e di competere. Questo fa paura di Antonio Conte. È questo che non viene colto in una città che preferirebbe alle vittorie, una squadra sardanapalesca.
di Antonio Filippetti - Ciascuno spiattella la propria ricetta come una sentenza inequivocabile e inappellabile. Dimenticati gli infortuni, la Supercoppa e persino il secondo posto
di Mario Piccirillo - Il Mundo lo definisce "un Maldini ancora grezzo": uno che gioca in Champions così, titolare dell'Atletico di Simeone, Gattuso nemmeno l'ha convocato
Non ne afferri mai l'anima, è lui che detta l'agenda. Al Nyt di fatto accosta Conte al sergente Hartman (che in Full Metal Jacket fa una brutta fine) e tesse l'elogio del difensivismo. Di Ancelotti anni fa invece disse: "non era fatto per il calcio che vogliono a Napoli"
di Mario Piccirillo - Per la panchina i nomi sono Conte e Allegri: bravissimi, per carità, ma non rappresentano certo il nuovo. C'è una sfacciataggine di fondo che va oltre le parvenze, l'etichetta, il tatto. Un'inerzia sbalorditiva
di Venio Vanni - Si parla poco del progetto tattico sbagliato che era alla base della stagione. Il Napoli ha funzionato quando era in emergenza, quasi mai con la formazione titolare
di Massimiliano Gallo - Il rivale in Figc non è tanto Abete ma è Palazzo Chigi. È la politica - teoricamente quella vera - che non vuole più il calcio italiano dipendente da Gravina e soci. E ha cominciato a muoversi per il commissario
di Sergio Sciarelli - DI SERGIO SCIARELLI - Il Napoli è ripartenze lente dal basso, passaggi orizzontali o all’indietro, intasamento dell’area avversaria. Spero che dopo di lui torni il bel gioco
di Mario Piccirillo - L'intervista al Corsera dell'ex Presidente Figc è un manuale di vittimismo agonistico. Ma sotto la sindone c'è, ovviamente, il pizzino politico
di Cesare Gridelli e Guido Trombetti - "Sì ma se il Napoli arriva un anno primo e uno secondo, c'è da essere soddisfatti". La stagione del Napoli di Conte divide le due firme del Napolista
di Giuseppe Manzo - Manovra lenta, difficoltà a tirare in porta. Ora servono altri punti Champions e programmare la prossima stagione, con Conte possibilmente.
di Massimiliano Gallo - Stanno pilotando l'operazione Malagò nonostante l'opposizione del governo. Il sistema di potere non si molla. Galliani per ora si è tirato indietro. Resta da vedere se Palazzo Chigi si arrenderà, o se siamo solo all'inizio dei giochi.
Il ct è stato difeso a spada tratta come se non avesse responsabilità. Invece le ha e sono enormi. Zaniolo stasera ha giocato una partita sontuosa, come Bernardeschi recentemente