La memorabile lezione di calcio del monumentale McTominay
Vincere in dieci. Vincere all’ultimo respiro. Vincere su rigore. Che meraviglia il calcio. Ma perché quell'esultanza di Colombo? Da noi ha un chiaro significato

Db Genova 07/02/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Scott McTominay
FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTO ALLA 24° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2025-26
Partita dalle mille emozioni a Marassi.
Quelle che si amano di più. E che restano nella memoria.
Spettacolo e follia.
Dal primo all’ultimo minuto.
Dopo trenta secondi: “Allegria!” Buongiorno stecca per il rigore dello svantaggio.
A trenta secondi dalla fine Erasmo segna dal dischetto il gol della vittoria.
In mezzo tanta roba.
Il solito Napoli di quest’anno. Cerotti, dolori e lividi.
Dopo il rigore grifagno la squadra non sbanda.
Anzi acquista determinazione e ferocia.
Il monumentale Scott dà la carica.
E offre una memorabile lezione di calcio.
Sale in Scott leader incita e dà la carica.
Suo il tiro respinto su cui si avventa Erasmo di rapina per il pareggio.
Poi subisce un brutto colpo alla caviglia.
Chiede lo spray. Lo spruzza da solo in una nuvola bianca.
Non vuole mollare.
Suo il vantaggio due minuti dopo.
Ma Scott zoppica. Resiste fino all’intervallo, ma zoppica.
Ed è costretto a lasciare.
Mostruoso il prezzo che ci costringe a pagare. Ed è ingiusto.
Scott lascia in campo un altro Napoli.
Qualcuno un giorno ci spiegherà perché con Zambo, Gilmour e Il Re Kevin all’ospedale e con i due soli Scott e Lobo Charlie Brown sani, lì in mezzo non si sia pensato di prendere un mediano.
E’ un altro Napoli.
Non c’è uno straccio di centrocampista in panchina.
E al posto dello statuario fuoriclasse di Scozia, entra un timido Giovane Santana in sospetto sovrappeso.
“Allegria!” urla l’omonimo di Mike.
Ed è la seconda perla del nostro difensore.
Che consente a Colombo di involarsi per il pareggio.
E poi esibirsi in un curioso esultare.
Corre verso la telecamera sventolandosi il lobo dell’orecchio.
Gesto che da noi ha un riferimento chiaro.
Boh. Libero di fare ciò che vuole, per carità.
Ma la novità mi mancava.
Prima d’ora non avevo mai visto un calciatore fare outing dopo un goal.
Toccherà a Jesus la terza stecca del giorno.
Per un rosso eccessivo che consente al Genoa di spingere in cerca della vittoria.
Ma il calcio è il gioco delle sorprese.
Ultimo minuto.
Vergara, che poco e niente ha prodotto finora, si esibisce in una sottile finezza in area rossoblù.
Cornet, che è un attaccante ed è lì per caso, è confuso.
Pestone. “Che gioia!” urla il Piccolo Pibe.
Massa non lo darebbe. Figuriamoci. Ma per il Var è rigore.
Va Erasmo. Il portiere intuisce e respinge.
La palla schizza in alto e rimane lì in sospensione per lunghi infiniti frammenti di istanti.
Il tifoso azzurro trattiene il respiro.
Poi la palla decide di entrare.
Vincere in dieci. Vincere all’ultimo respiro. Vincere su rigore.
Che meraviglia il calcio.
Mistero senza fine bello.
Orgasmo infinito.











