De Rossi: “Con tutti gli effettivi il Napoli è la prima o seconda squadra del campionato. Non troveremo una squadra spenta”
In conferenza stampa: " Conte lo considero un fuoriclasse assoluto. Se fossi un presidente di Serie A, il primo nome che mi verrebbe in mente sarebbe il suo.”

Ci Salerno 29/01/2024 - campionato di calcio serie A / Salernitana-Roma / foto Carmelo Imbesi/Image Sport nella foto: Daniele De Rossi
Intervenuto in conferenza stampa, Daniele De Rossi ha così presentato il match contro il Napoli. Il match, valido per la 24esima giornata di Serie A, andrà in scena sabato 7 febbraio alle 18:00. Ecco le parole dell’allenatore del Genoa.
Le parole di De Rossi
È finito il mercato: è soddisfatto del lavoro fatto? E che Genoa dobbiamo aspettarci dal punto di vista tattico?
“Sono soddisfatto, l’ho detto anche oggi ai ragazzi. Lo sono al di là del fatto di non aver perso nessuno dei nostri elementi più importanti, anche se non mi piace chiamarli ‘big’, e di aver preso giocatori di qualità con le caratteristiche che avevo richiesto. I primi due o tre giorni dopo la chiusura del mercato, secondo me, non ti dicono molto in termini di punti, ma ti fanno capire che tipo di ambiente vivrai. Abbiamo vissuto due giorni di lavoro intensi, con il giusto entusiasmo e con un gruppo ben amalgamato. Mi è piaciuto molto lavorare con loro, anche sui nuovi campi, che sono perfetti e aiutano perché la palla scorre e si controlla meglio. Ho percepito un’atmosfera che mi è piaciuta tanto: abbiamo bisogno di questo, di creare una vera famiglia.”
Amorim in che ruolo può rendere al meglio?
“Ha mostrato tutte le sue qualità. Più lo osservo, più penso che possa giocare anche da mezzala, non solo da mediano. Conosce le giocate, ha tempi di gioco da calciatore importante. Dobbiamo continuare ad allenarlo e capire quanto tempo gli servirà per adattarsi ai meccanismi del calcio italiano. Ha talento e personalità.”
Norton-Cuffy come lo ha visto?
“Ho visto tutti molto concentrati. Chi è andato via mi ha spiegato che voleva partire, anche nei casi di cessioni non programmate, come quella di Thorsby. Un giocatore va ascoltato: anche se rientra nei nostri piani, se c’è l’offerta giusta è giusto accontentarlo. Norton-Cuffy l’ho sempre visto dentro il progetto e molto coinvolto. Durante il mercato la differenza non la fanno solo quelli che giocano 90 minuti, ma anche elementi come Leali, Sabelli o Nuredini, che tengono alto il livello degli allenamenti. Anche Ekhator, nonostante le tante voci attorno a lui, non ha mai smesso di dare tutto, cosa non semplice per un 2006. E Onana, dopo un paio di giorni di smarrimento, è tornato con il suo sorriso e la sua energia. Sono davvero contento del gruppo che ho a disposizione.”
Sul Napoli
“Quando il Napoli ha a disposizione tutti gli effettivi, penso che sia la prima o seconda squadra del campionato, guidata dall’allenatore più vincente degli ultimi anni in Italia. Hanno subito un momento di rammarico per l’eliminazione dalla Champions, ma si sono prontamente ripresi. Se pensassimo di trovare una squadra abbattuta, ci sbaglieremmo: sarebbe il peggior allenatore del mondo, perché lui sa riaccendere la squadra in un attimo, sa motivarti e trovare le parole giuste. Non mi aspetto un Napoli un po’ spento. Hanno alcune assenze che possono condizionare magari l’ampiezza della rosa, ma l’undici titolare resta comunque incredibile. Sarà una partita difficile, anche fisicamente, perché giocano un calcio intenso e molto energico. Noi dobbiamo arrivare pronti, senza farci sorprendere da inserimenti come quelli di McTominay, palle in profondità per Hojlund o serpentine di Spinazzola. Dobbiamo essere preparati, sapendo che sono forti ma anche che nel nostro fortino tutto può succedere. Serve grande energia, ambizione, voglia, ma anche attenzione alle qualità individuali.”
Sul Var
“Non avrei voluto commentare, perché mi sarei limitato a esprimere dispiacere anche per le nostre reazioni in panchina, dove siamo stati piuttosto presenti nel protestare. Sembra un fatto enorme, ma tutto era amplificato dal fatto che c’era poca gente. Dobbiamo controllarci e renderci conto quando sbagliamo qualche comportamento. A fine partita ho parlato con Zufferli, allontanando chi protestava, e gli ho detto che non ero arrabbiato con lui, ma infastidito dalla direzione che sta prendendo il regolamento, più che dal Var o dagli interpreti. Poi ieri ho visto ‘Open Var’ e quello che mi ha dispiaciuto l’ho visto lì: un arbitro chiamato alla review ha preso una decisione corretta, ma la volta successiva potrebbe sbagliare, e sembra a volte che sia un po’ tirato per la giacchetta, spinto a decidere, giusto o sbagliato, a favore o contro il Genoa. Nell’ultimo mese e mezzo non siamo stati particolarmente fortunati. È giusto che l’arbitro venga chiamato e controlli quello che succede, però basta: il Var è uno strumento, non una sostituzione dell’arbitro. Noi dobbiamo stare tranquilli in panchina e parlare meno, anche se era una partita importante: era il 56’ con la Lazio che non ci aveva ancora tirato in porta. Abbiamo gli iPad in panchina e vediamo tutto.”
Su Conte
“Conte dà le cose più importanti che un calciatore può avere: coraggio, che è la qualità migliore, e conoscenza. Una volta dissi che è difficile essere allenati da lui, ma molto gratificante. È tosto, ma ti tratta come un giocatore forte. Secondo me ti offre anche una condizione fisica eccellente. È un allenatore completo, un vero campione, un fuoriclasse. Ha vinto in Italia e all’estero. Lo considero un fuoriclasse assoluto. Se fossi un presidente di Serie A, il primo nome che mi verrebbe in mente sarebbe il suo.”
Su Malinovskyi
“Lui dice di non aver mai avuto problemi fisici negli ultimi mesi, ma li ha avuti prima della partita con la Cremonese. Poi si è allenato a tratti, ma ha comunque mantenuto la condizione e ha disputato ottime partite. Secondo me sta evolvendo: è sempre stato un giocatore offensivo, un trequartista, ma per me sta iniziando a trasformarsi in un mediano, un centrocampista completo.”
Quanto aiutano le ultime due vittorie casalinghe ad affrontare il Napoli?
“I risultati danno sicuramente una mano nell’approcciare la prossima sfida. A volte fuori casa abbiamo fatto prestazioni migliori rispetto ad alcune vittorie interne. I primi 60 minuti a Roma sono stati superiori rispetto ai primi 60 minuti contro il Bologna; la partita Cagliari-Genoa mi è piaciuta più di Genoa-Cagliari. Le vittorie in casa e l’esplosione di gioia al fischio finale contro il Bologna ce le portiamo dietro: è bello rivedere quei momenti perché ci fanno sentire a casa, e da quel punto di vista è importante.”
Avanzare Malinovskyi può rendere il Genoa più imprevedibile come quello visto col Bologna?
“Dobbiamo diventare non solo più aggressivi, ma anche più offensivi. Per salvarsi bisogna segnare più gol degli avversari. La differenza può farla Messias, se recupera in modo continuativo: con i suoi colpi ci può dare molto supporto, senza dimenticare Cornet o Baldanzi. Sono giocatori di qualità e penso che per una squadra che deve lottare per la salvezza, negli undici titolari non siamo i più forti, ma nelle sostituzioni sì. Avere questa possibilità di cambiare può fare la differenza da qui fino alla fine.”
Amorim può fare il ruolo di regista?
“L’ho preso proprio per fare il play. Cercavamo un centrocampista con queste caratteristiche. Abbiamo giocatori che possono giocare davanti alla difesa, come Frendrup e Masini, o Malinovskyi, che invece può agire più sulle distanze lunghe. Avevamo bisogno di qualcuno che muovesse la palla da destra a sinistra. Lui ha queste caratteristiche, si sta inserendo bene, è sveglio, ma non dobbiamo mettergli troppa pressione.”











