Alcaraz: “I sogni che sto realizzando non sono come me li immaginavo da bambino”

A El Mundo: "Da piccolo pensavo che sarebbero caduti dal cielo, invece sono il frutto di tantissimo lavoro. Le cose cattive che ho sentito per l'addio a Ferrero mi avevano messo qualche dubbio"

Sinner, Alcaraz, Ferrero

NEW YORK, NEW YORK - SEPTEMBER 07: Carlos Alcaraz of Spain poses with his trophy after defeating Jannik Sinner of Italy during their Men's Singles Final match on Day Fifteen of the 2025 US Open at USTA Billie Jean King National Tennis Center on September 07, 2025 in New York City. Clive Brunskill/Getty Images/AFP (Photo by CLIVE BRUNSKILL / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

Vorrei aver avuto l’energia per uscire e festeggiare. Dopo la finale, sono arrivato in camera alle due del mattino e non ho potuto fare nulla. Ero esausto. Ero completamente esausto”. Carlos Alcaraz ha vinto gli Australian Open chiudendo il Career Grand Slam ma soprattutto facendo un salto di maturità. Non ha più l’ombra di Ferrero alle spalle e ora fa da solo: “Ho capito quanto sia importante parlare a se stessi in modo positivo. Quando le cose si fanno difficili, è allora che devi scavare a fondo. Può cambiare tutto; cambia la tua mentalità. Non è un caso che i miei due migliori Slam – gli US Open e questo Australian Open – siano arrivati ​​quando ho parlato gentilmente a me stesso e mi sono trattato eccezionalmente bene, intenzionalmente fin dall’inizio”.

Intervistato da El Mundo, dice il nuovo coach “sconosciuto”, Samu López, “mi calma anche quando qualcosa mi dà fastidio”. E dice che ora che sta realizzando i sogni da bambino, sta scoprendo che non sono come se li era immaginati: “Quando avevo 12 anni, probabilmente pensavo che tutto arrivasse dal nulla. Come un dono, qualcosa che appare e basta. Ma man mano che si progredisce, ci si rende conto che non è così. Che devi prepararti molto per quel momento che hai sognato, che devi lavorare duro per ottenerlo, che inizi nei primi tornei Atp 250, poi nei 500, nei Masters 1000, e gradualmente ci arrivi. Ora, ovviamente, mi sento incredibile, mi sento speciale, ma non è nato dal nulla. C’è molto dietro”.

E le critiche ricevute per l’addio a Ferrero? “Sono diventato più consapevole del potere delle parole. Sia una parola buona che una parola cattiva possono cambiare l’umore di una persona. Ecco perché cerco sempre di essere molto attento a ciò che dico e a come lo dico. Alcune delle cose negative che ho letto o sentito mi hanno influenzato; ho persino avuto qualche dubbio”.

Invece ha vinto la famiglia, cosa che lo differenzia moltissimo da Sinner: “So esattamente dove mi trovo, da dove vengo, chi sono i miei cari, e nessuno cambierà questo. Se mai, per qualsiasi motivo, dovessi commettere un errore, ho la mia famiglia e i miei cari. Se dovessero darmi una svegliata per riportarmi con i piedi per terra, lo faranno. Sono loro che ci sono sempre stati per me fin da quando ero bambino e che mi conoscono veramente”.

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