«La scienza non è democratica», Canonico è il Kolarov dei medici. Ci voleva tanto a farlo parlare?
Ottima la performance a Radio Crc: «Spesso parlano di preparazione atletica e medicina persone che non ne hanno titoli». In quest'epoca scegliere di non comunicare è sempre un suicidio.

Db Venezia 16/03/2025 - campionato di calcio serie A / Venezia-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Andre’ Zambo Anguissa
Novantadue minuti di applausi per Raffaele Canonico medico del Calcio Napoli che oggi è stato intervistato a Radio Crc a proposito dei tanti infortuni del Napoli in questa stagione. E la premessa del medico è stata da urlo. La sua frase l’abbiamo subito sistemata in esergo sul Napolista, a far compagnia alla frase distintivo di questo giornale: “Gianca’, ‘e notizie so’ rotture ‘e cazzo”. Perché noi non ci arrenderemo mai alle logiche politically correct dei motori di ricerca e compagnie cantanti.
Abbiamo immediatamente eletto Canonico a Kolarov dei medici. La frase «La scienza non è democratica e spesso parlano di preparazione atletica e medicina persone che non ne hanno titoli» andrebbe scolpita nel cielo di Napoli. Purtroppo da noi non si fittano più gli aerei per fare pubblicità, altrimenti sarebbe stata perfetta. Non conoscevamo bene Canonico ma da oggi è diventato un nostro idolo. Ha aggiunto anche: «Spesso a Napoli tendiamo ad auto distruggerci o auto esaltarci. Io vivo a Napoli e ci sono molte chat di tifosi in cui tutti parlano di tutto, tattica, medicina sportiva». Si consideri insignito del titolo di “napolista ad honorem”.
Aggiungiamo che farlo parlare è stata una scelta intelligente. Tardiva ma intelligente. In questa epoca scegliere di non comunicare è un suicidio. È come se il club si consegnasse agli altri. Se il Napoli decide di non parlare, altri lo faranno per il club. Finalmente – probabilmente spinti dalle parole di Conte («chiedete ai medici») – si è deciso di comunicare il bollettino medico del club. E Canonico lo ha fatto perfettamente. Radio Crc gli ha dato lo spazio di cui aveva bisogno, gli ha posto le domande da porre, gli ha offerto la possibilità di parlare e spiegare. Oggi tutti conoscono la versione del Napoli. Tutti sono a conoscenza dello stato dell’arte. E in tanti oggi ne sanno di più del lavoro che svolge lo staff medico del club. Ben fatto.
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