È possibile trovare un modo per battere le squadre che vengono a Napoli a difendersi?
Di Sergio Sciarelli. Quattro domande prima di Napoli-Sassuolo. È corretto attribuire un risultato deludente agli arbitri? Milinkovic Savic non era stato preso per i lanci lunghi?

Napoli's Serbian goalkeeper #32 Vanja Milinkovic-Savic blocks the ball during the Italian Serie A football match between Napoli and Parma at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples on January 14, 2026. CARLO HERMANN / AFP
UNA SPIEGAZIONE PRIMA DI NAPOLI-SASSUOLO
Le difficoltà che il Napoli deve affrontare negli incontri con squadre tecnicamente più deboli sono note. Dopo l’ultima di queste partite (quella con il Parma) e prima di un incontro dello stesso tipo (quello di domani con il Sassuolo) sarebbe utile avere dall’allenatore le seguenti risposte:
1. Come superare le squadre che programmano la sfida del Maradona attuando un catenaccio gigante per riuscire a portare a casa un pareggio o, se possibile, addirittura l’intera posta in gioco?
2. È corretto attribuire spesso al team arbitrale (arbitri, guardalinee e Var) un deludente risultato finale senza tenere conto della responsabilità di un gioco lento (tanti passaggi inutili e pochi tiri in porta)?
3. Quanto pesa, infatti, l’attuazione di un gioco impostato prevalentemente su sviluppo in orizzontale se non all’indietro per superare aree intasate con dribbling raramente vincenti ?
4. Ma Milinkovic-Savic non era stato acquistato anche per la sua abilità nei lanci lunghi? Perché, allora, si preferisce partire quasi sempre dal basso senza sfruttare l’occasione delle ripartenze e il gioco a palla alta?
Mi auguro, ovviamente, che le risposte a questi quesiti possano venire dal campo da una squadra e da un allenatore che per tasso tecnico sono giustamente valutati tra i più forti del nostro campionato. Cominciamo dal Sassuolo?











