Il giocattolo si è rotto, urge ospedale dei bambolotti
Da decenni, presidenti, allenatori, giocatori costruiscono un bel giocattolo e poi lo rompono. Pronti, come Penelope, a costruirne un altro da distruggere.
Caro Napolista, esiste a Napoli una struttura/negozio che si chiama ospedale delle bambole.
Ne manca ancora una che dovrebbe chiamarsi ospedale dei bambolotti o dei giocattoli rotti.
Tali sono ormai da decenni quanti ruotano intorno al Calcio Napoli: presidenti, allenatori, giocatori che costruiscono un bel giocattolo e poi lo rompono.
Pronti, come Penelope, a costruirne un altro da distruggere.
L’ultima sortita si riassume nel presidenziale invio della squadra in ritiro; disaccordo dell’allenatore; “ammutinamento” della squadra.
Pare che dopo tutto ciò quel vero signore che è Ancelotti pensi di dimettersi.
Ed ha così ennesima attuazione quel bel proverbio napoletano “Giorgio se ne vò jì e ‘o vescovo ne ‘o vò mannà”? per i non napoletani “Giorgio se ne vuole andare e il Vescovo lo vuole mandare”.
Al suo posto, in conferenza Locatelli. La motivazione ufficiale è l'impegno di Champions di martedì (parlerà di nuovo lunedì). Conte ha cominciato così, poi l'ha eliminata la conferenza della vigilia
di Guido Trombetti - Non c'è alcun complotto arbitrale, c'è sì un attacco mediatico a Conte e al Napoli. Per i giudizi, meglio aspettare la fine del campionato
di Venio Vanni - Al Nord di calcio ne capiscono e sanno che è lui il tesoro del Napoli, lui il valore aggiunto, lui il garante della competitività. E lo stanno accerchiando. Il Napoli ha subito undici rigori contro e si parla solo degli ultimi due a favore
di Giuseppe Manzo - Il Napoli butta via la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia. Nel primo tempo qualità tecnica troppo bassa, nella ripresa si alza con Spinazzola e Politano
di Massimiliano Gallo - È come il paradosso di Achille e la tartaruga. Sono mondi che non si incontrano. È impossibile immedesimarsi in chi sceglie di vivere al limite. Le parole di Vonn rispecchiano un’altra dimensione
di Thomas Tammaro - A 23 anni, non è un enfant prodige, è uno che sa cosa vuole. Lo dimostra a parole e anche sul campo dove coniuga bravura e concretezza
di Massimiliano Gallo - Era lui il prescelto per la cerimonia ma ha osato anticipare (con esagerazioni non gradite al Quirinale e in Rai) la sorpresa di Mattarella. Era davvero grave quello che ha detto? Più grave è che non ci sia più Alessandra De Stefano
di Espedito - Il rinvio di Milan-Como crea un disequilibrio competitivo. Poteva e doveva essere gestito diversamente. Una grande azienda guida e previene i processi, non li subisce
di Thomas Tammaro - Un figlio che ascolta il padre, è rivoluzionario. Scott l'ha fatto. Nel Pendolo di Foucault Eco scrive: “Credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci”
di Cesare Gridelli e Guido Trombetti - Buongiorno è irriconoscibile. E bisogna capire che cosa gli succede. Quello che tutti consideravamo tra i più forti difensori italiani, non può essere decaduto così.
di Giuseppe Manzo - Gli aspetti positivi sono quelli di una squadra che nonostante tutto lotta fino alla fine. In questa lotta c'è tutto il suo allenatore Antonio Conte
di Flavia Carrogu - Ag4in termina con un "Continua..." nei titoli di coda, potrebbe esserci un sequel. Ma oltre a vedere le cose belle della stagione, la pellicola risulterebbe più avvincente con i misteri tuttora irrisolti