ilNapolista

Italia-Giamaica 5-0: alta intensità e mai una sceneggiata. Azzurre qualificate

Show della Nazionale di Bertolini. Grande ritmo delle calciatrici che non lasciano scampo alle avversarie. Mai un attimo di pausa: seconda vittoria su due partite

Italia-Giamaica 5-0: alta intensità e mai una sceneggiata. Azzurre qualificate

Show azzurro

L’Italia batte la Giamaica 5-0. Show delle azzurre che si qualificano per gli ottavi di finale del Mondiale di calcio femminile con una partita di anticipo. 11mila i biglietti venduti per la partita di Reims.
La partecipazione emotiva è forte, evidente fin dal momento dell’inno nazionale. Cantano tutti, per l’Italia: calciatrici, panchina, staff tecnico. Si sentono distintamente tutte le voci, complice uno stadio non esattamente pienissimo. Ma con tanti bambini francesi che spingono la nostra Nazionale per tutti e novanta i minuti di gioco: “Italy! Italy”.
La giovanissima Giamaica (23 anni e 7 mesi di media, la squadra più giovane del torneo) ci prova, ci mette tutto il ritmo caraibico che ha in corpo.
La partita inizia sotto i migliori auspici. Spingono entrambe le formazioni. Migliore qualità tecnica nell’Italia, senza dubbio, ma la Giamaica si sforza con tutto l’entusiasmo della sua storia incredibile https://www.ilnapolista.it/2019/06/litalia-femminile-in-campo-contro-la-giamaica-unarmata-brancaleone-caraibica/. Difficile, però, quando hai davanti Laura Giuliani, splendido portiere dell’Italia, reattiva e sempre concentratissima.
Il calcio femminile sarà anche meno tecnico ma è pure meno lezioso. I contrasti duri non mancano, la differenza è che non ci sono sceneggiate in campo, quelle cui troppo spesso ci hanno abituati i colleghi calciatori maschi.
Bisogna aspettare l’ottavo minuto di gioco perché una delle donne in campo cada a terra. La numero 17 della Giamaica atterra la Bonansea. Non tocca minimamente la palla e infatti interviene il Var. Rigore per l’Italia.
Al dischetto si presenta Cristiana Girelli. Di fronte a lei la Schneider, uno dei portieri più giovani di questo Mondiale, appena 19 anni. La Girelli punta l’angolo destro. Ma la numero 1 giamaicana incredibilmente para. Urla e abbracci tra le giamaicane, ma qualcosa non ha funzionato.
Il portiere ha violato la nuova regola dei rigori in vigore dal primo giugno sia nel Mondiale femminile che in quello Under 20. Al momento del tiro, il portiere deve avere almeno un piede sulla linea di porta, può muoversi solo lateralmente ma non può avanzare. La Schneider ha sbagliato: è tutto da rifare.
La Girelli torna sul dischetto. È lecito aspettarsi che almeno cambi lato. E infatti, in maniera lucidissima, perfora la porta giamaicana dal lato sinistro. Stavolta il portiere non può nulla. L’Italia è in vantaggio.

Il cambio di passo

La ct Bertolini chiede di aumentare l’intensità. È questo il momento di infierire e portare a casa la partita.
Le giamaicane non mollano. Le azzurre si compattano e fronteggiano l’avanzata delle Reggae Girlz che cercano di recuperare campo. L’Italia riesce ad entrare con molta facilità nell’area avversaria ma senza concretizzare e concede alle giamaicane il lusso della ripartenza.
Poi, all’improvviso, la Girelli su azione da calcio d’angolo si inserisce e segna di nuovo. 2-0 per l’Italia.
Le emozioni non finiscono qui, anzi. La Sabatino riesce a centrare una traversa dopo una mischia da calcio d’angolo su cui era anche riuscita ad intervenire la Schneider in prima battuta.
Si va all’intervallo su parziale di 2-0 per l’Italia, ma bastano appena due minuti circa dalla ripresa perché la Girelli segni la sua tripletta.

Corrette e non perdono tempo

Partita per niente molle, ma corretta. L’episodio più brutto coinvolge Bunny Shaw e Sara Gama. La Shaw cerca di coordinarsi per una rovesciata ma trova sulla sua strada la Gama che vuole colpire di testa e la scarpa della Shaw centra in pieno viso l’italiana. La Gama resta a terra per qualche minuto e la Shaw si becca il cartellino giallo. Un fallo non cattivo né volontario, ma una pessima coordinazione. C’è da sottolineare, però, che Bunny aspetta che la Gama si rialzi per andare a darle la mano e scusarsi.
Molto bello il gol di Aurora Galli al 70’: splendido controllo e gran botta non troppo angolata. La Schneider la tocca con la mano destra ma si muove in modo troppo pesante per volare come dovrebbe e la Giamaica prende il quarto gol. E poi anche il quinto: dopo la tripletta della Girelli arriva la doppietta della Galli.
Una partita intensissima, mai un attimo di pausa. Nessuna simulazione, come detto. Non cadono mai. Se si sbilanciano, restano in piedi. E se pure cadono si rialzano subito. Sono concrete, non perdono tempo. Non c’è tempo da perdere. Le donne non hanno mai tempo, ne conoscono il valore, non intendono sprecarlo nemmeno in campo. Niente piagnistei, zero capricci. Quella roba, le azzurre, le lasciano ai colleghi maschi, da Neymar a Ronaldo, quelli strapagati, dieci volte, venti più di loro.

I tristi commenti su Twitter

Triste annotare che su Twitter, durante la partita, si sprecano i commenti irrisori e deridenti verso quanto accade in campo. Il match è definito – da uomini, neanche a dirlo – “da terza categoria”, e anche “la negazione del calcio”. Come è deprimente leggere i commenti sulla quarta di reggiseno o sulla gnoccaggine di alcune azzurre.
Ci è piaciuto l’atteggiamento dell’Italia che, pur sapendo di partire notevolmente avvantaggiata, è entrata in campo con il piglio giusto, per vincere e non lasciare prigionieri. Ha continuato a lottare fino alla fine. All’89’ ancora contrastava e spingeva in avanti. La fame di emergere, di mostrare al mondo che si esiste e che un altro calcio, diverso, è possibile, quasi attraversa lo schermo. Belli anche i visi delle italiane: puliti, sorridenti, ma anche concentrati. Dolcissimi, in alcuni casi, come la Girelli inquadrata in panchina dopo il cambio che le ha regalato gli applausi per aver firmato tre gol. Aveva l’aspetto di chi scarica d’improvviso tutta la tensione, di chi aspetta la fine della partita per festeggiare con le compagne. Una squadra, questa la parte più bella di questa Italia.
ilnapolista © riproduzione riservata