Al Napoli servono meno azioni di attacco per fare gol (e la difesa per ora funziona)
NAPOLI — Sono numeri da grande quelli del Napoli nelle due giornate iniziali di campionato. Perchè se il primo posto in classifica, a punteggio pieno, è la vetrina di una partenza razzo, ci sono ulteriori dati statistici favorevoli che denotano la crescita della squadra di Mazzarri. Quello più evidente è l’aver definitivamente assestato la fase difensiva. Che nel Napoli non è pregorativa di un singolo reparto, ma dell’intero undici che nella manovra di copertura si sistema a protezione di De Sanctis. E qui c’è il primo record di inizio campionato. Gli azzurri sono la squadra che vanta la migliore percentuale di protezione dell’area di rigore. Il Napoli è al 55,6%, addirittura più della Juventus (50,4%) che lo scorso anno deteneva il primato in questa speciale classifica. Inter e Roma sono appaiate alle spalle dei partenopei e tra i top-team c’è il Milan che se la passa peggio di tutti. La protezione maggiore della zona nevralgica della difesa è sicuramente dettata dal cambio di schema. Con il 3-5-1-1, Mazzarri ha potenziato la mediana. I due esterni di centrocampo continuano ad abbassarsi, in fase passiva, sulla linea dei tre difensori creando uno sbarramento a cinque. Ma quest’anno, a differenza dello scorso campionato, sono tre i calciatori che si sistemano davanti alla retroguardia. Prima erano solo Inler e Gargano — con lo svizzero quasi sempre in grande difficoltà nell’interdizione — a sopportare il peso difensivo della mediana. Adesso ci sono stabilmente Inler, Hamsik e Behrami (o Dzemaili quando è chiamato a sostituire uno dei tre) che hanno irrobustito il centrocampo e sono aiutati sia da Insigne (che ha giocato al posto dello squalificato Pandev nelle prime due gare) che da Cavani. Il Matador è il vero difensore aggiunto del Napoli, soprattutto sulle palle inattive e sui cross. Questo è un ulteriore, fondamentale, miglioramento dei partenopei. Che l’anno scorso hanno subito oltre il 50% dei gol su palle alte. E adesso, anche grazie all’innesto definitivo di Britos, sui cross hanno aggiunto centimetri e capacità di colpire di testa. Messi insieme, questi due fattori sono più che incoraggianti. Soprattutto perchè è storicamente dimostrato che la squadra vincitrice del campionato è quasi sempre anche la miglior difesa della serie A.
Altro elemento di indubbio interesse è il rapporto tra le giocate utili e i gol realizzati. La Juve, ad esempio, deve farne 171,5 per avere una media di tre reti a partita. Per le milanesi il dato è quasi analogo: l’Inter costruisce 125 giocate utili per 2 reti di media, il rapporto statistico del Milan è di 121,5 a 1,5 gol. Il Napoli, invece, costruire molto meno ma riesce a finalizzare con maggiore successo. Infatti, nelle prime due gare di campionato sono servite appena 69,5 giocate utili di media per riuscire a mettere a segno 2,5 gol a partita. L’avvio è, quindi, decisamente positivo. Ma i numeri vanno confermati nel prosieguo. A partire dalla sfida di domenica al San Paolo contro il Parma.
Felice Naddeo (Corriere del Mezzogiorno)











