Se solo il Napoli avesse un centravanti
È un'altra partita che accresce il rammarico, il Napoli è stato nettamente superiore alla prima in classifica

Napoli's Danish forward #19 Rasmus Hojlund fights for the ball with Lazio's Italian defender #15 Romano Floriani Mussolini during the Italian Serie A football match between SSC Napoli and SS Lazio at the Diego-Armando-Maradona Stadium in Naples on November 8, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)
Bastano venti minuti del secondo tempo, i primi, per capire che tra Napoli e Lazio i valori sono abissali. Dal pareggio in poi, se avessimo avuto un centravanti ne avremmo fatti quattro. Ma così non è. Rasmus è solo, Lucca è generoso, generosissimo; la ciorta pure, che si accanisce su quel lancio da libero puro di Milinkovic-Savic e il miracolo di Mandas su De Bruyne.
Primo tempo contratto, teso. Regaliamo una frazione di gioco, un gol a Frattesi e una palla gol nostra divorata da Hojlund. La squadra di Gattuso detta i tempi, noi arranchiamo con Vergara sul lato di Tavares. Noa Lang rappa e gioca, gioca e si tira dietro tutto il Maradona. Lo fischiano, ma lui si carica: la migliore partita da quando veste l’azzurro.

Servono i gol, anche dei centravanti
Nella ripresa la squadra si toglie finalmente dal torpore. Entra in campo con voglia, con grandissima voglia. Pareggia quasi subito, poi Scott ha sui piedi la palla del raddoppio. Carichiamo a testa bassa. La Lazio è costretta a ricordare di che pasta è fatta: comincia a rallentare, spezzetta il gioco, fa melina a metà campo perché non può fare altrimenti. Nel mezzo, Frattesi viene graziato dall’arbitro per una reazione su Oliveira. A proposito, Mati ha la palla del raddoppio ma gli capita sul piede sordo.. Esce Rasmus ed entra Lucca: il ragazzo si impegna l’anima, ma ha due occasioni e in entrambe sbaglia la scelta finale, soprattutto sull’ultima togliendola dalla disponibilità di McKing.
Al netto delle difficoltà, del momento, della scimmietta sulla spalla con cui conviviamo, siamo al cortocircuito mentale definitivo: da un lato pensi “oh, vedi che un punto contro la capolista è oro colato”, e subito dopo ti ricordi che nel secondo tempo li abbiamo presi a pallate e ti viene voglia di spararti in loop uno di quei podcast dei Coverciagiornalisti sui braccetti. Sembra un punto guadagnato, sì, se soffri di amnesia totale; ma per come si sono messe le cose, sono altri due punti buttati con sommo dispiacere. Un’altra partita che accresce il rammarico, perché questa squadra è stata nettamente superiore alla prima in classifica: se solo avesse avuto un centravanti, oggi parleremmo di un’altra storia. Se solo avesse, all’interno della stessa partita, continuità e cattiveria.