Quella volta che Antonelli è andato a sbattere in retromarcia e Russell lo sfotteva: “Devi mettere la prima!”
L'intervista di Antonelli al Telegraph: "Quando esco con gli amici devo riportarli io a casa, sono l'unico che non beve". Altro che James Hunt...

Spa Francorchamps (Belgio) 19/07/2026 - gara F1 / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Kimi Antonelli
La scorsa settimana Kimi Antonelli è andato a sbattere in retromarcia con la sua Mercedes-AMG GT Coupé contro una staccionata in legno, durante un evento promozionale ad Austin, in Texas. Non si era accorto di avere la retromarcia inserita mentre si preparava a eseguire dei burnout. C’era anche il compagno di squadra George Russell, che ovviamente l’ha preso in giro: “Devi mettere la marcia in avanti! Vai avanti!”. Il team Mercedes F1 ha pubblicato il video sui social con la didascalia: “Giusto per la cronaca, questo è il nostro leader del campionato”. Antonelli ieri è diventato il più giovane campione del mondo di Formula Uno della storia. Ma l’aneddoto lo racconta meglio di come lui stesso sappia fare in un’intervista esclusiva al Telegraph.
Molto educato ma molto affascinante
“Antonelli è una persona coinvolgente – premette il Telegraph – Non aspettatevi da lui dichiarazioni audaci o controverse: è decisamente troppo educato per questo. Eppure, non è affatto noioso; al contrario, è una persona affascinante. È anche perfettamente consapevole di vivere una sorta di “luna di miele” nella sua carriera in Formula 1, e sa che la sua fama sta crescendo quasi alla stessa velocità con cui lui guida in pista. È conscio del fatto che, nell’era degli smartphone e dei social media, questo stile di vita potrebbe rapidamente diventare soffocante, ma appare ben preparato ad affrontare ciò che lo attende.
“A dire il vero, no. Amo profondamente la vita che conduco. Se me lo avessi chiesto a 10 o 11 anni, probabilmente avrei risposto: Beh, forse mi mancherà quello che fanno mi miei coetanei. Ma crescendo, quando acquisisci la certezza di ciò che vuoi fare nella vita, sei anche disposto ad accettare certi sacrifici. L’unica cosa che forse mi manca è un po’ di privacy. Quando esco di casa o vado al ristorante, il solo fatto di sapere che non c’è costantemente una telecamera puntata addosso… poter semplicemente rilassarsi. Ma a parte questo…”.

James Hunt, scansati
La sua attitudine agli scherzi è molto raccontata. Ed è perfettamente consapevole delle insidie della fama e del rischio di burnout. È per questo che non si scusa per la scelta di prenotare sale private nei ristoranti o di viaggiare su jet privati per le tratte a corto raggio. “Per i viaggi lunghi uso i voli di linea. Sai, la business class è molto comoda. Davvero ottima. Ma per quelli brevi, quando devo raggiungere la squadra nel Regno Unito o partecipare alle gare in Europa, allora sì, ricorro a un volo privato. È una soluzione che ho voluto fortemente quest’anno, perché fa una differenza enorme. Davvero notevole. L’anno scorso ho fatto il calcolo delle ore trascorse in aereo: in pratica, ho passato un mese intero, circa 26 giorni, a bordo di un velivolo. Se ci pensi, è una follia“.
“Quando esci, specialmente d’estate, devi pensarci due volte prima di fare qualsiasi cosa. C’è sempre qualcuno pronto a puntarti una fotocamera contro. Ma fa parte del gioco; bisogna solo essere intelligenti nel modo in cui ci si comporta in pubblico. Comunque, non sono il tipo che di notte perde completamente il controllo; non è proprio nel mio carattere”.
Antonelli racconta che durante le vacanze estive in Sardegna, faceva da guidatore designato per il gruppo di amici, riaccompagnandoli a casa con la sua Mercedes Classe G: “Ero l’unico a bere solo acqua, per tutto il tempo. Ma per me va bene così: non sono un grande bevitore e mi sono divertito comunque un mondo”.
“James Hunt scansati!”, scherza il Telegraph.