Il Napoli a Porto in tredici: la Gazzetta scherza, peggio di così, a livello di sfortuna, c’è solo la catastrofe nucleare
Tre sconfitte nelle ultime sei, una difesa che non ha mai giocato insieme e un arbitro che ad Allegri ricorda una brutta notte: Oliver, quello di Real-Juve del 2018

Porto-Napoli arriva nel momento peggiore. Il Napoli è sbarcato in Portogallo con tredici giocatori di movimento più i portieri, e qualche ragazzo della Primavera aggiunto per fare numero. La Gazzetta dello Sport ci scherza su, con il numero che a tavola porta male, ma la sostanza è seria: la sfortuna di questo Napoli ha toccato un livello difficile da superare.
“Il Napoli si organizzi come sa con la scaramanzia – peggio di così, a livello di sfortuna, c’è solo la catastrofe nucleare – e faccia finta di non pensare che a Porto si è presentato con 13 giocatori di movimento più i portieri”.
Gli infortuni sono diventati una peste, e i risultati non aiutano: tre sconfitte nelle ultime sei partite, con Villarreal, Venezia e Juventus. Dall’altra parte c’è un Porto che ha perso le prime tre in Europa e deve vincere per forza. Per la Gazzetta sarà “pura Champions da mors tua, vita mea”.
Porto-Napoli, Hojlund e poco altro
Nella lista delle cose che vanno bene ce n’è una: Hojlund è sfebbrato e ci sarà, con McTominay alle spalle. Il resto, scrive la Gazzetta, “è libera sperimentazione”. A sinistra dovrebbe giocare Noa Lang, che esterno a tutta fascia non è. In difesa il trio Beukema-Rrahmani-Marin: tre centrali che non hanno mai cominciato una partita insieme.
La Gazzetta mette in guardia anche sui conti di Allegri per la qualificazione: “calcolare troppo è pericoloso e due anni fa 10 punti non sarebbero bastati”.
Il Porto di Farioli pressa appena può e ha qualità: Froholdt, per cui la Premier ha già offerto 70 milioni, Gabri Veiga, Pepê, Borja Sainz, André Silva. E una panchina con Varela, Fofana, Gimenez e Samu. Per il Napoli la strada è una sola: tenere basso il ritmo e giocare “una partita attenta, da squadra vissuta”.
Oliver, l’arbitro del bidone
E a completare il quadro della sfortuna c’è l’arbitro. Stasera fischia Michael Oliver, l’inglese di Real Madrid-Juventus del 2018: il quarto di ritorno in cui la Juve di Allegri aveva rimontato lo 0-3 dell’andata e poi crollò nel recupero per il rigore fischiato sul contatto Benatia-Vazquez. Quella sera Buffon disse che Oliver aveva un bidone dell’immondizia al posto del cuore.
La Gazzetta chiude con ironia: “Il cuore di Oliver, garantiscono i test dell’Uefa, sta benissimo”. Dopo tutto quello che è successo al Napoli in queste settimane, è già una buona notizia.