Non sanno più come attaccare Infantino, ci mancava la colf senza permesso di soggiorno
Il 18 novembre è il giorno ultimo per le candidature alla presidenza Fifa. Non si parla dei possibili sfidanti (che al momento non ci sono) ma della sua colf, di presunte richieste a Trump, eccetera eccetera

Miami 04/05/2025 - gara F1 / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Gianni Infantino
Ci mancava la governante senza permesso di soggiorno. L’accerchiamento a mezzo stampa di Gianni Infantino comincia a prendere le note colorate dei grandi scandali d’un tempo, ma la regola è sempre la stessa: non bastano i soldi e la politica, niente ti può abbattere meglio di uno scandalo sessuale o più intimo. Intanto ricordiamo che il 18 novembre scadono i termini per presentare le candidature. Al momento Infantino non ha rivali. L’opposizione è fin qui solo mediatica.
Vi raccontiamo l’ultimo episodio di una saga infinita. Il Telegraph scrive il Presidente della Fifa – al centro di una infinità di accuse incrociate – avrebbe “chiesto al suo principale intermediario nei rapporti con Donald Trump di adoperarsi per ottenere un permesso di lavoro per una collaboratrice domestica immigrata, impiegata presso la sua lussuosa residenza di Miami“.
A quanto scrive il Telegraph “è stato sollecitato un intervento delle autorità fiscali affinché indaghino sulla posizione lavorativa della donna, originaria del Nicaragua, la quale ha rischiato la deportazione in seguito a una modifica normativa introdotta dall’amministrazione Trump. Carlos Cordeiro – consulente di Infantino negli Stati Uniti e figura definita dalla FIFA come “centrale” nella task force della Casa Bianca che supervisiona la Coppa del Mondo – è stato incaricato dal dirigente svizzero-italiano di facilitare l’ottenimento di un permesso di lavoro per la donna, nel corso dell’anno passato”.
La FIFA ha risposto respingendo “fermamente” “qualsiasi insinuazione di irregolarità” in merito alla situazione lavorativa della collaboratrice domestica, la cui identità è nota al Telegraph.

L’inchiesta del Telegraph
Ad agosto il Telegraph aveva anche scritto che la Uefa aveva effettuato un pagamento a favore di una presunta amante di Infantino, risalente al periodo in cui quest’ultimo ricopriva la carica di segretario generale dell’organizzazione. “La donna ha ricevuto una somma a sei cifre dopo la fine della presunta relazione con Infantino, avvenuta quando egli era un alto dirigente dell’organo di governo del calcio europeo, prima del suo passaggio alla Fifa”.
Secondo il Telegraph “Infantino aveva chiesto per la prima volta assistenza ai propri collaboratori nel gennaio 2024, affinché la donna, di nazionalità nicaraguense, potesse ottenere il diritto di lavorare. All’epoca, la donna godeva dello status di rifugiata ma non possedeva un permesso di lavoro; la FIFA si è quindi rivolta a uno studio legale per gestire la pratica. È stato successivamente ottenuto un visto lavorativo biennale, la cui validità è però venuta meno nell’estate del 2025, in seguito all’annuncio da parte di Trump di una politica nazionale volta a revocare il programma di “humanitarian parole” (permesso di soggiorno per motivi umanitari) di cui la donna aveva inizialmente beneficiato. Il programma, denominato “Securing Our Borders”, ha interessato i cittadini di Cuba, Nicaragua, Venezuela e Haiti che si trovavano negli Stati Uniti sotto tale regime, esponendoli al rischio di espulsione qualora non avessero potuto far valere un altro titolo legale per rimanere nel Paese. Ciononostante, la collaboratrice ha continuato a lavorare per la famiglia Infantino, mentre quest’ultimo valutava altre possibili soluzioni. Secondo quanto riferito, sarebbero stati compiuti sforzi per farle ottenere un nuovo visto. Diverse fonti hanno confermato che, a metà del 2025, è stato chiesto a Cordeiro di collaborare per ottenere un nuovo permesso di lavoro. Documenti visionati dal Telegraph mostrano che, alla fine, la donna ha ottenuto un regolare permesso di lavoro, approvato nel gennaio di quest’anno”.