Napoli, il nemico numero è mentale sia per la squadra che per l’ambiente

Sugli spalti sembra tornata la situazione tesa del 2023 ma lì la vittoria scudetto placò tutto, qui la classifica e la situazione difficile rischia solo di fomentare tensioni

Napoli, il nemico numero è mentale sia per la squadra che per l’ambiente

Tifosi in piazza per il centenario del Napoli (foto Giuseppe Manzo)

Prima rischia lo psicodramma e poi la pareggia con diverse occasioni per vincerla. Contro una Lazio ordinata ma non dominante il Napoli recrimina per le imprecisioni sotto porta come in altre partite e per un fattore mentale che viene prima di quello tecnico e tattico. Il pareggio non serve a nulla per la classifica ma dimostra come questa squadra con tanti infortunati non è inferiore alla capolista con il doppio dei punti in classifica. Bene Beukema e Lang su tutti, appannato Hojlund sotto porta.

Nel primo tempo al primo minuto regalo di Rafa Marin per Isaksen che tira di poco fuori. E poco dopo è Frattesi a tirare debolmente fuori da buona posizione. Sul capovolgimento di fronte Hojlund perde l’attimo per tirare in area. È la Lazio che tiene il pallino del gioco e il Napoli prova a ripartire. Vanja si fa trovare pronto su un tiro del danese laziale deviando in angolo e Mandas fa lo stesso sul diagonale di Lang. Al quarto d’ora grande parata di Vanja su colpo di testa di Sutalo. Quando la Lazio sembra calare e gli azzurri a provare a pungere ecco al 27° il gol di Frattesi in contropiede con la difesa scoperta a destra. Negli ultimi dieci minuti il Napoli prova a reagire di nervi con Lang più in palla dei suoi e Hojlund che non riesce a spingere la palla in rete a un passo dalla porta, con Mandas che salva.

Napoli, serve messaggio distensivo di De Laurentiis

Nel secondo tempo pronti, via e il Napoli pareggia dopo l’ennesimo cross di Lang e Pedraza mette nella sua porta. Due minuti dopo Scott ci riprova in area ma Mandas respinge. La Lazio sembra più sulle gambe mentre il Napoli gioca con più rabbia in questo primo quarto d’ora. Gli azzurri si divorano due reti fatte, prima con Olivera e poi con De Bruyne che sul tiro trova il portiere e poi il difensore sulla linea. Dopo un’ora di fuoco per il ritmo alto la gara si abbassa di tono. Poi i cambi con Politano e Lucca che subito prova a tirare blocca Mandas. Gli azzurri provano il forcing finale ma Lucca in scivolata tira fuori e anche Scott con una rovesciata in area.

I litigi in campo e negli spogliatoi, il ritiro, De Laurentiis che annulla la conferenza stampa, gli striscioni e i cori contro di lui, i fischi a Lang nella sua migliore partita, quelli a Lucca appena mette piede in campo, i volti tirati e il nervosismo che non ti fa buttare in porta nemmeno una palla a un centimetro dalla linea. Prima che tattico su cui dare colpe all’allenatore o tecnico per i limiti di qualcuno, il nemico numero uno è mentale per questo gruppo e per questo ambiente. Sugli spalti sembra tornata la situazione tesa del 2023 ma lì la vittoria scudetto placò tutto, qui la classifica e la situazione difficile rischia solo di fomentare tensioni. E magari sia proprio il presidente a dare il buon esempio con messaggi distensivi nell’anno del centenario. Con la speranza che la sosta porti consiglio evitando un inutile esonero e programmando bene gennaio per le uscite e per almeno quattro acquisti.