L’Inter sui cross non marca né a uomo né a zona, marca a vista
Il Corsera scrive di Inter molle e di approssimazione. E ricorda che Chivu ha battuto tutte le squadre di serie A eccetto il Milan: tre partite, tre sconfitte.

Ar Venezia 28/10/2026 - campionato di calcio serie A / Venezia-Inter / foto Andrea Rigano/Image Sport nella foto: Cristian Chivu
L’Inter ha perso il derby. Again. Non ne vince uno da due anni. Da allora otto derby: sei vittorie del Milan e due pareggi. Oggi la Lazio può andare da sola in testa, le basta un pareggio in casa contro il Cagliari (ore 15). E comunque la Roma è già a un solo punto dall’Inter. Il Como se oggi batte il Venezia, si porta a meno due dai campioni d’Italia. Il campionato è tutt’altro che chiuso.
Il Corriere della Sera, con Domenico Calcagno, si sofferma sulla friabilità della squadra di Chivu, friabilità difensiva ma non solo.

Scrive il Corsera:
“Chivu ha battuto tutte le squadre di serie A eccetto una, il Milan: tre partite, tre sconfitte. E ieri aveva fatto la rivoluzione per tentare di invertire la tendenza. Dopo sette anni di 3-5-2 (salvo rarissime eccezioni), ecco un inedito 3-4-2-1. Aveva anche parlato di atteggiamento Chivu e chiesto «provincialità». Cioè attenzione, umiltà, applicazione. Niente da fare. L’Inter è partita molle come al solito contro un Milan fiammeggiante, feroce. Ha pagato cara l’ormai classica marcatura sui cross, né a uomo né a zona, ma a vista: tutti fermi a guardare Pulisic e Rabiot liberi in area. L’efficacia dei rossoneri contrastava con l’approssimazione dei nerazzurri (malissimo Barella)”.
Il Corsera è preoccupato:
“Chivu che già era tornato da Venezia con un bel po’ di dubbi, da ieri ne ha tanti di più. Gli manca Lautaro, certo, ma non può l’assenza del capitano spiegare una serata come quella di ieri. È vero, in fondo è solo la prima sconfitta in campionato, ma può avere ripercussioni gravi e profonde”.