Il Napoli non ha più una rosa, ha un centro di riabilitazione motoria
Il Napoli è ridimensionato, e si ritrova ancora di fronte una settimana da all-in come la scorsa. L'ennesima

Dc Castel di Sangro 08/08/2026 - amichevole / Napoli-Celta Vigo / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: esultanza gol Giovanni Di Lorenzo
La partita finisce al ventesimo minuto del primo tempo. Fallo da ammonizione di Lucumí su Lucca: sarebbe il secondo giallo, ma la tribuna parla chiaro. Moralmente, questa Juventus va sostenuta. Il secondo giallo comminato a Marianucci nella ripresa fa poi il paio perfetto con le nostre sensazioni della prima ora.
Eppure il Napoli approccia bene, anzi benissimo. Lucca sfiora il gol, Vicario si supera. Poi la traversa casuale di Cabal ma è Lang che si divora il vantaggio a porta spalancata. Lucca è Lucca eppure, stasera, sembrava persino sveglio.
Arriva la ripresa e restano fuori sia De Bruyne che Di Lorenzo. Il Napoli non ha più una rosa: ha un centro di riabilitazione motoria. Caliamo vertiginosamente sul piano fisico, ma questa Juve è talmente mediocre che, a parte una serie di ottimi propositi, sbatte sistematicamente su Rafa Marín. Alajbegovic ferma un contropiede prendendo la palla con le mani, ma viene perdonato con benevolenza. Poi segna, un attimo prima di uscire. Subito dopo, Marianucci commette chiaro fallo da secondo giallo e giustamente viene espulso: l’arbitro, così generoso nel primo tempo, nella ripresa si scopre improvvisamente indulgente con i padroni di casa e severo con gli ospiti. Lì la luce si spegne definitivamente. La Juventus trova energie e convinzione — vi ricordate la premessa morale della tribuna? — e raddoppia con Boga.

L’esonero di Allegri non riaprirebbe miracolosamente né il mercato né il portafogli
Non abbiamo più niente da scrivere, né da dire. Non abbiamo nemmeno più giocatori da schierare, né alibi residui da spendere. Siamo fatti della stessa identica sostanza di cui erano fatti i Chicchirichì, quelle merendine anni ’90 croccanti a vederle sulla confezione, ma irrimediabilmente mosce dentro al primo morso. Ebbene sì, siamo arrivati a quel punto cieco in cui va discusso tutto. Ma l’esonero di Allegri non riaprirebbe miracolosamente né il mercato, né il portafogli. Allegri lo sa, è responsabile il giusto, perché poi se gli vai a chiedere come mai determinate scelte ti può rispondere serenamente: questo ho trovato, questo mi è rimasto.
Il Napoli è ridimensionato, e si ritrova ancora di fronte una settimana da all-in come la scorsa. Di questo passo però, per esclusione, potrebbe mandare direttamente Nocerino con i suoi ragazzi. I senior sono tutti rotti o impauriti. La società ha ritenuto opportuno affrontare questa stagione sentendosi al sicuro dietro uno scudo di presunzione e bilanci da far quadrare, convincendosi che bastasse il nome sullo stemma per vincere le partite, dimenticando che senza gambe, senza idee e senza panchina, nel calcio moderno non si va da nessuna parte. Simpatici i cori solito dello Stadium, i confini della città di Napoli saranno in festa Noi un po’ meno ma le uniche nostre sconfitte restano sul campo.