I media coccolano Gasperini. Non è colpa sua, poverino, la rosa della Roma non è all’altezza

Dopo la seconda rimonta subita in Champions. Solo il Corsport scrive: Non è solo una questione di organico, ma anche di personalità". Il resto è tutta una difesa del tecnico

I media coccolano Gasperini. Non è colpa sua, poverino, la rosa della Roma non è all’altezza

Ni Napoli 24/10/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Roma / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Gian Piero Gasperini

La Roma incassa un’altra sconfitta amarissima in Champions League. Ancora una rimonta nel finale di gara ed in pochi minuti, proprio come accaduto contro il Real Madrid lo scorso 14 ottobre. Allora fu Endrick a ribaltare la gara dell’Olimpico nei minuti di recupero, stavolta ci ha pensato Cunha con una doppietta a mandare in Paradiso lo United e Carrick e nello sconforto più totale i giallorossi.

Il Messaggero analizza così la sconfitta:

“Questa Roma non è la squadra che incassa sette reti, che si fa umiliare, che sbaglia approccio, ma dimostra di essere una formazione che – specie in Champions – deve ancora crescere (è la terza rimonta subita, con due sconfitte e un pari), soprattutto quando si trova davanti squadre con una storia ben definita in questa competizione. Squadre che ne sanno più di te, prima di morire riescono sempre ad ucciderti. La Roma ci è cascata di nuovo: per i miracoli, Gasp, non è ancora attrezzato, serve tempo, pazienza e calciatori (forti) in più. La sua squadra sta facendo un percorso virtuoso e sta sbattendo spesso la testa, questa sconfitta fa male per come arrivata, per non aver subito la forza dello United ma per essere crollata fisicamente (e con pochi cambi all’altezza, viste le assenze) e negli uomini più dominanti, Balerdi su tutti, che si fa scappare Cunha due volte, la prima poi clamorosa. Ha pagato errori grossolani e forse l’impatto sonoro di un Teatro come questo, che ha resuscitato lo United, spingendolo alla notte perfetta. Della rinascita. Sulla Roma, invece, cala ancora una volta il sipario. Con mille interrogativi sul tavolo“.

La Roma non sa prolungare fino al termine il suo dominio e la sua bellezza

Soulé e Malen festeggiano

La questione di mancanza di calciatori di livello è evidenziata anche dall’analisi della Gazzetta dello Sport:

“Nel primo tempo la Roma aveva stradominato con due gol ed una prestazione perfetta. Nella ripresa il solito gol preso al ritorno in campo, una costante stagionale (ma bevono tè o camomilla?) e poi una rimonta troppo simile a quella subìta dal Real Madrid (…). Il problema è conclamato: la Roma non sa prolungare fino al termine il suo dominio e la sua bellezza. Non sa dosare le forze nei due tempi e Gasp, come ha denunciato spesso anche per l’emergenza infortuni, non ha in panchina i ricambi per prolungare il gran gioco che impone (…). La Roma ha tutto il tempo per fare della propria stagione il Teatro dei Sogni ma dovrà lavorare sui propri errori“.

Il Corriere della Sera chiede una “revisione”:

“La prima la metti in un angolo e la archivi alla voce episodio. Ma se dopo tre settimane la scena ricapita, allora è necessaria una revisione del processo. Prima il Real Madrid, ora il Manchester United che trasforma lo 0-2 del primo tempo in 3-2 con la doppietta di Cunha tra il 38’ e il 41’ della ripresa: la Roma si butta via un’altra volta in Champions League“.

Per il Corriere dello Sport, invece, è mancanza di personalità:

“Per diventare una grande squadra la Roma deve risolvere questo problema. Non può avere due facce, due anime, non può buttarsi via dopo aver sovrastato l’avversario. Questa sconfitta contro il Manchester, così come quella con il Real Madrid, brucia perché trasmette una sensazione inequivocabile: a questa squadra manca ancora qualcosa. Non è solo una questione di organico, del quale Gasperini si è lamentato più volte nel corso di questa stagione, ma anche di personalità, di giocatori che non sanno gestire il vantaggio“.